Friday, April 18, 2008

L’atollo Scandinavo

di Flavio Serra

Negli anni ‘70 in uno sperduto atollo del Pacifico venne trovato un soldato giapponese, credeva che la seconda guerra mondiale fosse ancora in corso; tutto sommato la sua era una valutazione razionale, dato che spesso vedeva passare sulla sua testa i bombardieri americani, li immaginava diretti contro il Giappone e non poteva sapere che volavano verso il Vietnam.

Quando si guarda ai risultati delle elezioni politiche 2008 prendendo in considerazione il voto degli Italiani in Europa e soprattutto in Scandinavia, il paragone viene spontaneo. Votiamo sulla base delle nostre esperienze, che ci danno anche la chiave di interpretazione della realtà, e forse ormai siamo condizionati dalla (social)democrazia scandinava anche quando pensiamo all’Italia. Come interpretare altrimenti i risultati, in cui le forze “riformiste” e “di sinistra” superano i due terzi dei voti in Danimarca Norvegia e Svezia?






Camera Italia Europa Danimarca Norvegia Svezia
Partito Democratico 33,2% 40,2% 43,4% 51,4% 50,5%
Italia dei Valori 4,4% 8,2% 10,6% 7,7% 7,1%
Sinistra Arcobaleno 3,1% 4,2% 9,3% 9,4% 6,9%
Partito Socialista 1,0% 3,2% 1,5% 1,7% 2,0%
Sinistra Critica 0,5% 1,2% 2,1% 3,3% 1,2%
Totale 42,1% 56,9% 66,9% 73,5% 67,7%

Eletti: Laura Garavini, Franco Narducci, Giovanni Farina (per il PD) e Antonio Razzi (per IdV)






Senato Italia Europa Danimarca Norvegia Svezia
Partito Democratico 33,7% 41,1% 45,6% 50,3% 50,8%
Italia dei Valori 4,3% 8,2% 11,1% 8,7% 7,7%
Sinistra Arcobaleno 3,2% 4,1% 7,4% 8,7% 7,0%
Partito Socialista 0,9% 3,2% 1,2% 1,5% 1,1%
Sinistra Critica 0,4% 1,3% 2,3% 3,3% 2,1%
Totale 42,5% 57,8% 67,6% 72,6% 68,5%

Eletto: Claudio Micheloni (PD)

Se l’Europa complessivamente è “a sinistra”, ancora di più lo è la Scandinavia. La Sinistra Arcobaleno qui raccoglie il doppio dei voti rispetto all’Europa, ed anche Sinistra Critica, la formazione più radicale, allo 0,4% in Italia ed all’1% in Europa, è sempre sopra il 2%.

Ma forse, come alcuni hanno commentato altrove nel sito, ormai è sbagliato (in Italia) parlare di “destra” e “sinistra”. L’Italia politicamente esce da queste elezioni molto più simile agli USA che all’Europa. Veltroni, “americano” da sempre, pur lontano dai numeri per governare, ha coronato il suo progetto strategico. Molti di noi in Europa faticano a capire.

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Tuesday, April 15, 2008

Sconfitta, disfatta o apocalisse?

La destra riprende il governo con una vittoria di proporzioni molto ampie. I partiti che si richiamano alla sinistra sono fuori dal Parlamento. Apriamo qui uno spazio per i commenti sul risultato di ieri, ma soprattutto sulle idee per il domani, delle quali abbiamo grande bisogno.
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Tuesday, March 18, 2008

Voto (in)utile?


di Flavio Serra, Livia Petersen, Michela Dell’Anno

Sappiamo bene che il nostro voto “vale” nella misura in cui ci consente di “scegliere” o quanto meno, più o meno remotamente, di influenzare le scelte politiche italiane. Spesso però ci dimentichiamo che il sistema elettorale in vigore per noi residenti all´estero è diverso da quello in vigore in Italia (siamo una nazione che ama le complicazioni). La differenza è così notevole, che vale la pena rifletterci un attimo prima di decidere il nostro voto.

Innanzitutto il Senato. È qui che le maggioranze possono saltare, e qui che un senatore in più o meno può fare la differenza. Vero, ma non in Europa.

La nostra circoscrizione infatti elegge 2 senatori con un sistema proporzionale. Questo significa che i senatori eletti saranno 1 per il PDL e 1 per il PD, a meno che la lista più forte consegua una maggioranza schiacciante, e contemporaneamente distanzi enormemente la lista seconda classificata (assai improbabile quest’ anno). Sostanzialmente nulle le chances di tutte le altre liste.

Al Senato quindi qualsiasi lista votiamo, è improbabile che i risultati cambino. Più che di voto “utile” possiamo quindi parlare di voto “inutile” a meno che… usiamo il nostro voto per cercare di premiare un candidato (o meglio ancora una candidata) all´interno della lista del PD. Questo è possibile, perchè all’ estero resta la possibilità di esprimere il voto di preferenza (che in Italia è stato abolito). Il voto al PD al Senato è una scelta più o meno obbligata (la meno inutile), quindi scegliamo bene chi votare!

E la Camera? Qui i giochi si fanno tutti in Italia. La lista che prende più voti (in Italia - l’estero non conta) ottiene automaticamente il 55% dei seggi. Voilà. Il nostro voto in Europa è inutile anche ai fini della scelta della maggioranza parlamentare e di governo della prossima legislatura. Ma forse per questo è più libero, e può acquistare un inaspettato valore per garantire un “diritto di tribuna” alle forze minori.

In Europa eleggiamo 6 deputati, con sistema proporzionale e voto di preferenza. Per come funziona il sistema, possiamo ragionevolmente aspettarci che 2 deputati a testa vengano assegnati in prima battuta a PD e PDL, mentre gli altri 2 verranno attribuiti con il sistema dei resti. È difficile predire chi li otterrà, ma si può ragionevolmente ipotizzare che le liste in lizza per i resti saranno, oltre agli stessi PD e PDL, la Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori e UDC, vale a dire 5 liste per 2 seggi.

Senza entrare nei dettagli dei calcoli, si può stimare che per ottenere il terzo deputato PD e/o PDL debbano raccogliere intorno al 40% dei voti. Possibile, ma lo scenario più probabile è che a disputarsi gli ultimi 2 seggi siano le liste minori. In altre parole, diventa molto importante che sia la Sinistra Arcobaleno sia Italia dei Valori raccolgano più voti dell’UDC.

“A livello tecnico” è quindi interessante l´opzione di un voto disgiunto: PD al Senato, Sinistra Arcobaleno o Italia dei Valori alla Camera.

Ma questa scelta ha anche un preciso significato politico: vuol dire ribadire il nostro sostegno ad una coalizione tra le forze riformiste e di sinistra, che era stata realizzata con l’Unione, e che continuiamo a ritenere possibile ed auspicabile per il governo dell’Italia.

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Saturday, March 15, 2008

Le liste dei candidati in Europa

Clicca qui sotto su READ MORE


Queste le liste alla Camera (nell’ordine nel quale le troveremo sulla scheda):

1. Popolo della Libertà
2. La Destra
3. Partito Democratico
4. Sinistra Arcobaleno
5. Partito Socialista
6. Unione di Centro
7. Sinistra Critica
8. L’Altra Sicilia per il Sud
9. Italia dei Valori
10. Valori e Futuro

Stesse liste al Senato, salvo l’assenza dei monarchici di “Valori e Futuro”.

E questi sono i candidati delle liste riformiste e di sinistra:

Partito Democratico - clicca qui per la lista
Parlamentari uscenti ricandidati: Narducci (Camera), Farini (Camera), Micheloni (Senato)

la Sinistra - l’Arcobaleno - clicca qui per la lista
Parlamentari uscenti ricandidati: Cassola (Camera)

Partito Socialista
- clicca qui per la lista

Sinistra critica - (la lista per ora non è reperibile su siti direttamente collegati alla formazione, quindi va presa con beneficio d’inventario):
Senato: Lucia Mastropietro e Orazio Orlando
Camera: Archelao Urracci Giovanni, Santo Bruno, Elda Maria Carmina, William Diana, Vincenzo Elia, Alessandro Giovanni Frigeri, Anna Miglietta, Salvatore Pistis, Cosima Politi, Saverio Pesce, Giuseppe Tedesco, Pietro Vitale

Italia dei Valori
- clicca qui per la lista
Parlamentari uscenti ricandidati: Razzi (Camera)

Infine, spunta una candidata residente in Danimarca… nientepopodimenoche… Grazia Mirabelli… la “duce” del Comites ora arricchisce la lista de La Destra (i neo-post-fascisti di Storace). Il che la dice lunga sia sulla lista che sulla candidata.

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Monday, March 10, 2008

Bacheca elettorale

Siamo stati muti a lungo. Difficile capire cosa è successo in Italia, perchè siamo ritornati alle elezioni, perchè l’alleanza del PD e della sinistra sono venute meno. Per questo siamo ancora un po’ a disagio nel dare i nostri commenti e le nostre interpretazioni. Però avvertiamo un forte bisogno di confrontarci sulle scelte che ciascuno di noi farà alle prossime elezioni, e così abbiamo deciso di aprire questo spazio. Voi per chi voterete? E perchè?

La redazione.

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Tuesday, June 27, 2006

La Costituzione non cambia

Vincono i NO al referendum, sia in Italia che in Scandinavia. Ecco i risultati:

Italia: votanti 52,3% - NO 61,3%
Estero: votanti 27,8% - NO 47,9%
Europa: votanti 24,7% - NO 54,7%

Danimarca: votanti 35,5% - NO 64,3%
Norvegia: votanti 28,4% - NO 67,9%
Svezia: votanti 29,4% - NO 62,9%

Interessante il raffronto con i dati sulla partecipazione al voto alle precedenti consultazioni.

Danimarca: 45,6% politiche 2006 - 21,1% referendum 2005 - 24,7% comites 2004
Norvegia: 52,8% politiche 2006 - 25,7% referendum 2005
Svezia: 40,0% politiche 2006 - 20,0% referendum 2005 - 23,4% comites 2004

Anche in Scandinavia, come in Italia, il referendum mostra un calo rispetto alle elezioni politiche, ma tutto sommato abbastanza contenuto, soprattutto in Danimarca dove ha votato il 35,5% degli aventi diritto, solo il 10% in meno di quanto avevano votato alle politiche. Il risultato della Danimarca è particolarmente buono anche se lo si raffronta a quello degli altri paesi scandinavi, ma in generale tutta la Scandinavia raggiunge percentuali più alte del resto dell’ Europa, e dell´estero nel suo complesso.

Risultato ottimo per la democrazia!

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Wednesday, May 17, 2006

Libertà di espressione? In Francia?

In Danimarca continua il dibattito sulla “ytringsfrihed”, vista come libertà di aggredire culturalmente le minoranze etniche e religiose. In Francia si va per le spicce, e si ipotizza di processare i nostri “cugini” del collettivo italo-francese Bellaciao, per aver scritto un articolo di stampo sindacale nel quale si accusa, prove alla mano, una multinazionale di violare la legge.

Anche nella democratica Europa, il concetto di “libertà di espressione” assume sfumature diverse, secondo le circostanze e la convenienza di chi detiene il potere. Noi stiamo sempre dalla parte dei più deboli, e sosteniamo senza riserve la battaglia di Bellaciao. Cliccate qui per saperne di più e per firmare la petizione.

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Tuesday, April 11, 2006

La Scandinavia è rossa, l´Italia lo sarà!

Per i più giovani, il titolo è ripreso da uno slogan degli anni ´70, quando la sinistra mano a mano vinceva le elezioni nelle più importanti città e regioni. Non ci sbilanciamo sul colore dell´Unione, ma sui risultati sì. Quelli della Scandinavia sono definitivi e l´Unione ha sfondato.

* Danimarca: Unione 61,45% (più Di Pietro 5,98% e Udeur 0,37%)
* Norvegia:Unione 47,54% (più Di Pietro 3,86% e Udeur 0,23%)
* Svezia: Unione 66,00% (più Di Pietro 3,71% e Udeur 0,17%)

Grazie anche al nostro contributo, 4 dei 6 seggi senatoriali in palio all´estero vanno all’ Unione, solo 1 alla Casa delle Libertà, ed 1 ad una lista civica di italiani residenti in Sud America. L’ Unione ha i numeri per fare il governo.

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Saturday, April 8, 2006

Il risultato del voto in Scandinavia

Purtroppo per conoscere la coalizione vincente dovremo attendere ancora qualche giorno. Abbiamo però i risultati sull´affluenza alle urne, che mostrano un significativo balzo in avanti rispetto alle precedenti esperienze:
* Danimarca: 45,55% (21,1% referendum 2005, 24,7% comites 2004)
* Norvegia: 52,79% (25,7% referendum 2005)
* Svezia: 40,05% (20,0% referendum 2005, 23,4% comites 2004)

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Monday, March 27, 2006

Chi votare?

In questi giorni stanno arrivandoci a casa i plichi con le schede del voto. Per quanto in teoria il voto per corrispondenza sia una cosa semplice, noi italiani siamo riusciti a complicare anche questo, e dovremo fare attenzione a ritagliare talloncini e distinguere buste. Le istruzioni comunque sono allegate nel plico ed a quelle vi rimandiamo.

Sulla scelta di campo e’ difficile avere dubbi (in queste elezioni anche l’austero Corriere della Sera ha invitato a votare per l’Unione), ma molti sono ancora incerti sulle preferenze da dare ai candidati. Qualche suggerimento noi ce l’ abbiamo.

Innanzitutto, pur rispettando la decisione di UDEUR e Italia dei Valori, noi invitiamo a votare per la lista “L’Unione Prodi” per evitare la dispersione di voti che in un collegio piccolo come quello europeo, potrebbe costare molto cara.

 

Poi invitiamo a votare almeno una donna (le preferenze infatti sono due, e ricordate: inchiostro nero o blu). Quelle in lista sono: alla Camera, Marisa Corazzol; al Senato, Rosella Benati e Anna Picardi. Suggerendo a chi fosse ancora in dubbio di rileggere su queste pagine l’articolo sulle “quote rosa” scritto da Michela Dell’Anno.

Infine vi segnaliamo i nomi dei candidati che hanno sottoscritto 4 impegni programmatici sottoposti loro dal coordinamento dell’Unione in Danimarca: l’impegno a venire a trovarci annualmente dopo l’elezioni, l’impegno a migliorare i servizi consolari (“sportello unico del cittadino”), l’ impegno per i lavoratori italiani all’estero, l’impegno incondizionato contro interventi militari al di fuori dell’ egida ONU (clicca qui per il testo completo).

Tra le candidate donna già citate l´impegno è stato sottoscritto da Marisa Corazzol e Anna Picardi. Inoltre tra gli uomini, alla Camera: Antonio Argenti, Aldo Bechi, Arnold Cassola, Elio Carozza, Alberto Sipione. Al Senato: Claudio Micheloni. L’ elenco verra’ aggiornato mano a mano che arriveranno le risposte (l’Unione in Danimarca ci ha segnalato di non essere ancora riuscita a contattare tutti i candidati) e vi suggeriamo quindi di ritornare su questa pagina prima di compilare e spedire le schede (che devono arrivare al consolato entro il 6 aprile).

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