Thursday, March 27, 2008

Il rovescio dell’inciucio

di Fabrizio Tassinari

Immagina che Fausto Bertinotti dica ad un gruppo fondamentalista di musulmani residenti in Italia di “andare all’inferno.” Immagina che a causa di questa e simili esternazioni i sondaggi gli attribuiscano una percentuale di voti pari o superiore al Pd. E immagina anche che la Sinistra arcobaleno vada a togliere consensi ad un partito molto popolare di estrema destra, una specie di mostro di Frankenstein a metà fra la Lega e La Destra di Storace.

Trasposto all’Italia, questo è, per grosse linee, lo sviluppo più significativo nella politica danese dell’ultimo mese. Evito di tradurre nomi, cognomi e sigle; quello che è interessante è a mio parere immaginare uno scenario italiano comparabile e, attraverso quello, capire dove sta andando l’agone politico, o perlomeno la comunicazione politica.

Il compromesso è un’arte sottile e profondamente radicata nella cultura dialettica dell’Europa settentrionale. Piuttosto che al ribasso, è generalmente visto come qualcosa ‘al rialzo’, frutto della sintesi e dell’abilità di saper assorbire e rielaborare costruttivamente le critiche.

La comunicazione politica in Italia, come sappiamo, è perdutamente polarizzata; basta leggere fra le righe di questa campagna elettorale. Nelle prime settimane, una discussione relativamente pacata fra i partiti maggiori aveva fatto agitare immediatamente lo spettro dell’inciucio–non esattamente il sinonimo di una sintesi al rialzo. E la critica più irriverente, perchè probabilmente credibile, a Veltroni è quella del buonismo ‘ma-anchista’. Ora sembra essere tornati al caro vecchio ‘manicheismo’, al muro contro muro senza troppa soluzione di continuità.

Mi risparmio la conclusione facile e forse logica che la politica nordica avrebbe più bisogno di scontro vero, e quella italiana di compromessi più alti. Mi limito ad osservare il paradosso di un paese come la Danimarca che sembra assuefatto al compromesso, e di un multiculturalismo per molti versi fuori controllo apparentemente necessario a farla risvegliare dal torpore della dialettica politically correct.

Per quanto riguarda l’Italia, evito di addentrarmi in considerazioni fantapolitiche su Grosse Koalition o governi tecnici in caso di pareggio. Mi domando che fine abbia fatto l’abilità della nostra classe politica di comprendere le potenzialità a lungo termine della politica bipartizan, specialmente in fasi come quella attuale, in cui la crisi delle istituzioni e lo stato malandato dell’economia richiederebbero scelte concordate.

E mi limito a ricordare che è stato appena celebrato il trentennale del rapimento di uno statista che per il ‘compromesso storico’ finì col pagare il prezzo più alto.

Pubblicato su Scandinaria e sul blog di Fabrizio

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Tuesday, March 18, 2008

Voto (in)utile?


di Flavio Serra, Livia Petersen, Michela Dell’Anno

Sappiamo bene che il nostro voto “vale” nella misura in cui ci consente di “scegliere” o quanto meno, più o meno remotamente, di influenzare le scelte politiche italiane. Spesso però ci dimentichiamo che il sistema elettorale in vigore per noi residenti all´estero è diverso da quello in vigore in Italia (siamo una nazione che ama le complicazioni). La differenza è così notevole, che vale la pena rifletterci un attimo prima di decidere il nostro voto.

Innanzitutto il Senato. È qui che le maggioranze possono saltare, e qui che un senatore in più o meno può fare la differenza. Vero, ma non in Europa.

La nostra circoscrizione infatti elegge 2 senatori con un sistema proporzionale. Questo significa che i senatori eletti saranno 1 per il PDL e 1 per il PD, a meno che la lista più forte consegua una maggioranza schiacciante, e contemporaneamente distanzi enormemente la lista seconda classificata (assai improbabile quest’ anno). Sostanzialmente nulle le chances di tutte le altre liste.

Al Senato quindi qualsiasi lista votiamo, è improbabile che i risultati cambino. Più che di voto “utile” possiamo quindi parlare di voto “inutile” a meno che… usiamo il nostro voto per cercare di premiare un candidato (o meglio ancora una candidata) all´interno della lista del PD. Questo è possibile, perchè all’ estero resta la possibilità di esprimere il voto di preferenza (che in Italia è stato abolito). Il voto al PD al Senato è una scelta più o meno obbligata (la meno inutile), quindi scegliamo bene chi votare!

E la Camera? Qui i giochi si fanno tutti in Italia. La lista che prende più voti (in Italia - l’estero non conta) ottiene automaticamente il 55% dei seggi. Voilà. Il nostro voto in Europa è inutile anche ai fini della scelta della maggioranza parlamentare e di governo della prossima legislatura. Ma forse per questo è più libero, e può acquistare un inaspettato valore per garantire un “diritto di tribuna” alle forze minori.

In Europa eleggiamo 6 deputati, con sistema proporzionale e voto di preferenza. Per come funziona il sistema, possiamo ragionevolmente aspettarci che 2 deputati a testa vengano assegnati in prima battuta a PD e PDL, mentre gli altri 2 verranno attribuiti con il sistema dei resti. È difficile predire chi li otterrà, ma si può ragionevolmente ipotizzare che le liste in lizza per i resti saranno, oltre agli stessi PD e PDL, la Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori e UDC, vale a dire 5 liste per 2 seggi.

Senza entrare nei dettagli dei calcoli, si può stimare che per ottenere il terzo deputato PD e/o PDL debbano raccogliere intorno al 40% dei voti. Possibile, ma lo scenario più probabile è che a disputarsi gli ultimi 2 seggi siano le liste minori. In altre parole, diventa molto importante che sia la Sinistra Arcobaleno sia Italia dei Valori raccolgano più voti dell’UDC.

“A livello tecnico” è quindi interessante l´opzione di un voto disgiunto: PD al Senato, Sinistra Arcobaleno o Italia dei Valori alla Camera.

Ma questa scelta ha anche un preciso significato politico: vuol dire ribadire il nostro sostegno ad una coalizione tra le forze riformiste e di sinistra, che era stata realizzata con l’Unione, e che continuiamo a ritenere possibile ed auspicabile per il governo dell’Italia.

Posted by webmaster at 20:09:36 | Permalink | Comments (11)

Saturday, March 15, 2008

Le liste dei candidati in Europa

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Queste le liste alla Camera (nell’ordine nel quale le troveremo sulla scheda):

1. Popolo della Libertà
2. La Destra
3. Partito Democratico
4. Sinistra Arcobaleno
5. Partito Socialista
6. Unione di Centro
7. Sinistra Critica
8. L’Altra Sicilia per il Sud
9. Italia dei Valori
10. Valori e Futuro

Stesse liste al Senato, salvo l’assenza dei monarchici di “Valori e Futuro”.

E questi sono i candidati delle liste riformiste e di sinistra:

Partito Democratico - clicca qui per la lista
Parlamentari uscenti ricandidati: Narducci (Camera), Farini (Camera), Micheloni (Senato)

la Sinistra - l’Arcobaleno - clicca qui per la lista
Parlamentari uscenti ricandidati: Cassola (Camera)

Partito Socialista
- clicca qui per la lista

Sinistra critica - (la lista per ora non è reperibile su siti direttamente collegati alla formazione, quindi va presa con beneficio d’inventario):
Senato: Lucia Mastropietro e Orazio Orlando
Camera: Archelao Urracci Giovanni, Santo Bruno, Elda Maria Carmina, William Diana, Vincenzo Elia, Alessandro Giovanni Frigeri, Anna Miglietta, Salvatore Pistis, Cosima Politi, Saverio Pesce, Giuseppe Tedesco, Pietro Vitale

Italia dei Valori
- clicca qui per la lista
Parlamentari uscenti ricandidati: Razzi (Camera)

Infine, spunta una candidata residente in Danimarca… nientepopodimenoche… Grazia Mirabelli… la “duce” del Comites ora arricchisce la lista de La Destra (i neo-post-fascisti di Storace). Il che la dice lunga sia sulla lista che sulla candidata.

Posted by webmaster at 19:25:58 | Permalink | Comments (2)

Monday, March 10, 2008

Bacheca elettorale

Siamo stati muti a lungo. Difficile capire cosa è successo in Italia, perchè siamo ritornati alle elezioni, perchè l’alleanza del PD e della sinistra sono venute meno. Per questo siamo ancora un po’ a disagio nel dare i nostri commenti e le nostre interpretazioni. Però avvertiamo un forte bisogno di confrontarci sulle scelte che ciascuno di noi farà alle prossime elezioni, e così abbiamo deciso di aprire questo spazio. Voi per chi voterete? E perchè?

La redazione.

Posted by webmaster at 18:18:35 | Permalink | Comments (7)