Monday, September 18, 2006

Svezia: al governo i “moderati”

Di questi tempi , a dire la veritá , moderati sono quasi tutti i partiti, od almeno cosí amano presentarsi. Questa volta gli svedesi hanno premiato (seppur di poco) la coalizione di centro-destra guidata, appunto, dai “moderaterna”.

Molto buono il risultato del partito di Fredrik Reinfeldt, che avanza di oltre 10 punti, ma la vittoria della coalizione non é ampia come qualche sondaggio aveva pronosticato, anche per il crollo del folkpartiet, forse causato anche dalle reazioni al “watergate” scandinavo, con hacker del folkpartiet infiltrati nei computer dei socialdemokraterna.

Dovranno riflettere i socialdemocratici, ma anche il vänsterpartiet, che perde 8 mandati su 30. Leggera avanzata dei verdi.

 Ecco i risultati definitivi:





 

2006

2002

%

Mandat

%

Mandat

Moderaterna

26,1

97

15,2

55

Centerpartiet

7,9

29

6,2

22

Folkpartiet liberalerna

7,5

28

13,4

48

Kristdemokraterna

6,6

24

9,2

33

Socialdemokraterna

35,2

130

40

144

Vänsterpartiet

5,8

22

8,4

30

Miljöpartiet de gröna

5,2

19

4,6

17

Övriga partier

5,7

0

3,1

0

fonte: www.valmyndigheten.se

 

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Saturday, September 16, 2006

Elezioni in Svezia: per chi voteranno i lavoratori?

di Michela Dell’ Anno

Domani la Svezia andrà alle urne e il risultato di queste elezioni sembra tutt’altro che scontato. I due blocchi, quello attualmente al governo formato dai socialdemocratici con gli alleati verdi e vänsterpartiet, e l’allenza di centrodestra, composta da quattro partiti (moderaterna, folkpartiet, kristdemokraterna e centerpartiet) si sono fronteggiati negli ultimi giorni in un testa a testa dall’esito molto incerto. L’ultima proiezione di Synovate Temos, tuttavia, dà stasera un netto vantaggio al centrodestra, che supererebbe la sinistra addirittura del 6,9%.

La campagna elettorale è stata piuttosto deludente dal lato dei contenuti, con la coalizione di centrodestra che ha fatto della lotta alla disoccupazione e del miglioramento della qualità della scuola i suoi cavalli di battaglia,  mentre in particolare i socialdemocratici, capitanati da Persson, troppo spesso si sono limitati a sottolineare il momento positivo che sta attraversando la Svezia dando una ripetitiva e poco credibile visione del paese come migliore dei mondi possibili. A pungolare di quando in quando gli elettori sono stati invece piccoli e grandi scandali, con al centro singoli politici o addirittura interi partiti (ad appena due settimane dal voto è scoppiata la notizia bomba che i vertici di folkpartiet si sono dedicati ad illegali attività da hacker penetrando la rete interna dei socialdemocratici)  ed un aumento molto forte degli atti di vandalismo ai danni delle sedi di partito e dei banchi elettorali sparsi per il paese.

Una vittoria del centrodestra darebbe comunque una certa scossa ad una nazione retta, negli ultimi sessanta anni, in modo praticamente ininterrotto dai socialdemocratici, ma non porterebbe forse ad un forte cambiamento di rotta politica dato che lo sfidante di Göran Persson, Fredrik Reinfeldt, ha spostato il suo partito notevolmente verso il centro, ammorbidendo la linea della riduzione della pressione fiscale ad ogni costo e definendo i suoi nya moderaterna addirittura un nuovo “partito dei lavoratori”

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