Monday, June 5, 2006

Costituzione: un SI’ nel merito

di Flavio Serra

Nel metodo avrei apprezzato che al momento di discutere cambiamenti alla costituzione tanto la maggioranza quanto l’opposizione avessero cercato di dialogare, e sono certo che questo avrebbe comportato una discussione basata su argomenti concreti.

Tutto il contrario delle prese di posizione di questi giorni, che seguono le abituali divisioni per schieramenti e parole d´ordine. Sul principio ci sono caduto anch’io, ma adesso, ricevuta a casa la scheda elettorale, ho deciso di documentarmi e leggermi il vecchio ed il nuovo testo.

Infatti ho deciso di dare un voto “di coscienza” e “nel merito” indipendentemente dallo schieramento.

Non credo che il voto sul referendum sia paragonabile ad un bis delle elezioni politiche. Propaganda a parte, il governo Prodi durerà quanto la sua maggioranza parlamentare. Le costituzioni invece sono fatte sui tempi lunghi. Basti pensare che anche se a fine mese vincessero i SI’ il nuovo impianto andrebbe completamente a regime solo nel 2011.

Non credo neppure a coloro (in entrambi i campi) che dicono: “la costituzione va comunque aggiornata, la proposta è migliorabile, i risultati daranno un’ indicazione di tendenza, dopodichè ci metteremo ad un tavolo e finiremo il lavoro”. Ma anche se fosse così, questa è una ragione di più per “votare informati”.

Cliccando qui, trovate affiancati i testi del testo nuovo e attuale. Intanto, attenzione: il testo attuale non è quello che abbiamo studiato a scuola, ma quello già profondamente rivisitato nel 2001 dal centro-sinistra (anche allora a maggioranza semplice). Clicca qui per una comparazione “storica”.

Partiamo proprio da qui: dal federalismo. Le attuali proposte sono federaliste di nome, mentre finora si parlava di “autonomia”, ma nel merito lo stato centrale si riprende una serie di prerogative che il centro-sinistra aveva affidato esclusivamente alle regioni (art.117).

Già oggi sono le regioni a decidere che tipo di assistenza prestare, ed a “discutere” con lo stato il proprio fabbisogno finanziario. Ed in caso di “sforamento” vengono richiamate all´ordine (come è giusto che sia). Proprio come ha fatto Padoa Schioppa, ministro di Prodi, dando a sei regioni l´alternativa secca tra taglio della spesa ed aumento di imposte. Il “federalismo fiscale” esiste già di fatto, e la questione si riduce a mera propaganda e parole d’ordine (“autonomia” è una parola “politically correct”, mentre “federalismo” e “devolution” fanno parte del lessico leghista).

La nuova proposta di costituzione non c´entra nulla e non cambia nulla. Anche dove si fa riferimento ad una futura “autonomia impositiva” lo si fa fissando dei paletti, e rinviandone l’attuazione ad una legge ordinaria che (come sostiene la stessa Lega Nord) contemplerà anche il trasferimento di fondi dalle regioni “ricche” a quelle “povere” (un po´ come accade qui in Danimarca con i comuni).

Quello che il nuovo testo fà, a mio modo di vedere in maniera tutto sommato piuttosto efficace, è di separare le competenze di Governo e Regioni (con il Presidente della Repubblica a fare da garante: il Primo Ministro non può imporre le sue proposte al Senato federale senza l’ approvazione del Presidente).

Corretta anche la separazione di ruoli tra le due camere. Ognuna a lavorare sulle materie di propria competenza.Ed il Governo responsabile solo alla Camera dei Deputati, mentre il Senato ha come proprio riferimento le Regioni (giustissima in questa ottica l´elezione dei Senatori assieme ai Consigli regionali). In questo senso il fatto che si creino maggioranze diverse alla Camera ed al Senato non comporta problemi per l´azione del Governo.

Anche il rafforzamento del Primo Ministro è utile, e ci libera anche da ipocrisie. E´ giusto che il Primo Ministro sia designato dagli elettori, ed è giusto che sia lui a decidere i ministri da nominare o dimettere. In realtà è così già ora, e le consultazioni del Presidente sono ormai una semplice formalità anche un po´ ridicola (non a caso Napolitano ha sbrigato la pratica in una giornata).

Il potere di sciogliere le camere? Va al Primo Ministro, ma (leggiamo l´art. 88) se la sua maggioranza di riferimento non è d’ accordo, ed ha un candidato alternativo, lo scioglimento è annullato. Anzi, la maggioranza può anche sfiduciare il primo ministro e sostituirlo (art.94). Però niente voti segreti, e niente cambiamenti di casacca. I deputati eletti sostenendo una coalizione possono, se vogliono, cambiare coalizione, ma non possono diventare determinanti per fare cadere o sostenere un governo.

Il Consiglio Superiore della Magistratura? Dato che il presidente (già oggi) è il Presidente della Repubblica, mi sembra pienamente accettabile che sia lui stesso a scegliere il proprio Vice, che ne farà le funzioni.

La Corte Costituzionale? I membri restano quindici. Ora cinque sono eletti dalle camere riunite, cinque dai giudici e cinque nominati dal Presidente della Repubblica. Con il nuovo ordinamento, Camera e Senato votano separatamente. Quindi, 4 membri scelti da giudici, Presidente, e Senato. 3 membri scelti dalla Camera.

Anche questo mi sembra giusto. Perchè Camera e Senato sono elette con criteri diversi ed in tempi diversi (quindi non è detto che abbiano la stessa maggioranza), ma soprattutto perchè rappresentano interessi diversi e potenzialmente in conflitto tra di loro. Uno dei compiti principali dell´Alta Corte è appunto quello di “arbitrare” tra i diversi poteri.

Riforma perfetta? Certamente ciascuno può trovarvi punti di discussione. A me per esempio risulta del tutto insensato il richiamo ad una eventuale “polizia regionale”. Ma soppesando i punti a favore (secondo me sono tanti) ho deciso di esprimermi convintamente per il SI’.

SI´ ad un´ordinamento costituzionale più moderno, più efficiente. SI´ ad un governo più stabile e meno ricattabile. SI´ alla coerenza nella gestione delle autonomie regionali, completando così le riforme iniziate negli anni ´70 dalla sinistra.

Posted by webmaster in 09:32:19
Comments

3 Responses

  1. Nicola says:

    Magari avresti anche ragione nel caso in cui parlassimo di un paese normale, ma prova a rileggere tutto il testo pensando a cosa sarebbe stata la passata legislatura con la nuova costituzione: la camera sarebbe andata alla destra e il senato alle sinistre (visto i risultati che abbiamo avuto alle regionali la destra avrebbe mantenuto solo la Lombardia e la Sicilia, a mettere insieme lo scenario piu ottimistico la destra avrebbe avuto circa il 25% al senato). Prendi ora uno dei temi tipici del passato governo, le leggi sui processi: Berlusconi avrebbe fatto la salvaPreviti, il senato avrebbe proposto modifiche per rallentare i tempi e B. avrebbe risposto: “me ne impippo” (art 70). Approvata la legge (che é stata infatti approvata) i giudici avrebbero comunque continuato il processo a Previti, al che B. ne avrebbe fatta un altra (altre proposte di modifica del senato e altro “me ne impippo” di B. Avrebbe potuto fare qualsiasi tipo di leggi ad personam, compreso quelle in cui la “personam” é il giudice rompiscatole. Non solo, B. avrebbe potuto adottare, sotto la sua responsabilitá un provvedimento provvisorio sulla par conditio, convocando la camera dei deputati, anche se sciolta (art 77).
    Ci sono questioni piú generali, quali ad esempio le questioni dell’art 117. Cosa succederebbe se la sanitá fosse totalmente in mano ai feudatari locali? E la scuola? Se ci sará mai una speranza che il sistema scolastico e quello universitario possano cambiare questa speranza viene dalla possibilitá che al governo centrale arrivi una persona che abbia un idea, seppur pallida, di cosa significa il sistema scolastico e di come cambiarlo. Se si lascia tutto alle regioni la scuola in Italia puó anche chiudere (salvo in Lombardia, dove ci sarebbero le scuole private). Infine la Polizia: se adesso si sparano carabinieri e poliziotti, in futuro ci saranno scontri a fuoco nei paesi di frontiera fra regione e regione fra i poliziotti dell’Emilia e quelli del Veneto? E cosa faranno i poliziotti del Lazio se una macchina di banditi, dopo una rapina, sconfina in Campania? Tutti i risultati positivi nella lotta alla mafia sono venuti dall’integrazione dei sistemi, non dalla regionalizzazione (lo dice Grasso, non io).
    L’art 120 (i casi in cui lo stato puó sostituirsi alle regioni) andrebbe forse visto attentamente, mi sorge il dubbio se i diversi orientamenti politici della camera e del senato regionale e delle regioni non possano acuire eventuali contrasti, e se questo articolo non possa rivelarsi un ulteriore strumento di forza per il governo per imporre le proprie decisioni.
    QUalche altra nota, poiché la vittoria del Sí sfalderebbe la sinistra e in pochi giorni avremmo nuove elezioni, lui le vincerebbe, governando per i prossimi venti anni, giusto in tempo per fare eleggere il figlio Piersilvio Presidente della repubblica (a quaranta anni, art. 85), e cosí non si dirá che voleva prendersi tutto lui.
    A parte gli scherzi, mi sembra che la costituzione presente, per quanto imperfetta, abbia garantito almeno parzialmente, che B. Potesse assicurarsi il potere assoluto nei prossimi 20 anni. La costituzione che vincerebbe con il sí non offirebbe le stesse garanzie. Peró se votiamo no significa che ne possiamo riparlare, se votiamo sí vuol dire che accettiamo tutto cosí com’é e se ne parla fra 20 anni. Perció io voto no.

  2. Flavio Serra says:

    Una brevissima replica:

    1) i ”feudatari” sono eletti liberamente: il voto locale avvicina la politica ai cittadini, che premiano chi governa meglio (non a caso i ”feudatari” attuali sono quasi tutti ulivisti). Oggi è troppo facile dare sempre la colpa a “Roma” salvo però farla intervenire a ripianare le perdite decise a livello locale.
    2) lasciamo stare la “fantapolitica”: io potrei ribattere che con la nuova costituzione non si sarebbe potuto fare lo sgambetto a Prodi e forse nel 2002 non ci saremmo trovati Berlusconi
    3) scenari apocalittici: se – come dite tu e Berlusconi - il governo si sfalda ad una vittoria del SI` la colpa è del governo, non degli elettori. Io personalmente credo l´Unione non sia così immatura.

    Comunque, non preoccuparti, probabilmente vinceranno i NO – ne sembrano convinti anche Bossi e Berlusconi, che non si stanno impegnando più di tanto, e come dici tu, finirà che di riforme non se faranno per altri 20 anni (anche se continueremo a parlarne e parlarne).

    Io quindi resto convinto a votare SI´ - per andare avanti.

  3. Nicola says:

    anche da me una breve risposta: quando parlavo dei feudatari non pensavo ai governanti, ma al sistema di occupazione di posti a livello locale, che si rafforzerebbe con le autonomie.
    A parte lo sgambetto a Prodi, i cinque anni di governo berlusconi e il fatto che comunque, dopo quello che ha combinato stava quasi per vincere mi fanno pensare che molti Italiani hanno ancora la voglia di un duce e mi rende piú sicuro il fatto che ci sia una costituzione che non consenta a un Berlusconi qualsiasi di diventare un nuovo duce. Se non ci fosse un pericolo cosí imminente direi che hai ragione, in una democrazia matura, quale non é l’Italia (e negli ultimi cinque anni il livello di maturitá é andato indietro) la nuova costituzione darebbe uno stato piú moderno. Mi rendo conto di come la costituzione vigente sia stata creata, 60 anni fa, come garanzia che non ci sarebbe stato un altro dittatore. Ma dopo 60 anni io ho veramente temuto che la storia si potesse ripetere.

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