Non credo che il voto sul referendum sia paragonabile ad un bis delle elezioni politiche. Propaganda a parte, il governo Prodi durerà quanto la sua maggioranza parlamentare. Le costituzioni invece sono fatte sui tempi lunghi. Basti pensare che anche se a fine mese vincessero i SI’ il nuovo impianto andrebbe completamente a regime solo nel 2011.
Non credo neppure a coloro (in entrambi i campi) che dicono: “la costituzione va comunque aggiornata, la proposta è migliorabile, i risultati daranno un’ indicazione di tendenza, dopodichè ci metteremo ad un tavolo e finiremo il lavoro”. Ma anche se fosse così, questa è una ragione di più per “votare informati”.
Cliccando qui, trovate affiancati i testi del testo nuovo e attuale. Intanto, attenzione: il testo attuale non è quello che abbiamo studiato a scuola, ma quello già profondamente rivisitato nel 2001 dal centro-sinistra (anche allora a maggioranza semplice). Clicca qui per una comparazione “storica”.
Partiamo proprio da qui: dal federalismo. Le attuali proposte sono federaliste di nome, mentre finora si parlava di “autonomia”, ma nel merito lo stato centrale si riprende una serie di prerogative che il centro-sinistra aveva affidato esclusivamente alle regioni (art.117).
Già oggi sono le regioni a decidere che tipo di assistenza prestare, ed a “discutere” con lo stato il proprio fabbisogno finanziario. Ed in caso di “sforamento” vengono richiamate all´ordine (come è giusto che sia). Proprio come ha fatto Padoa Schioppa, ministro di Prodi, dando a sei regioni l´alternativa secca tra taglio della spesa ed aumento di imposte. Il “federalismo fiscale” esiste già di fatto, e la questione si riduce a mera propaganda e parole d’ordine (“autonomia” è una parola “politically correct”, mentre “federalismo” e “devolution” fanno parte del lessico leghista).
La nuova proposta di costituzione non c´entra nulla e non cambia nulla. Anche dove si fa riferimento ad una futura “autonomia impositiva” lo si fa fissando dei paletti, e rinviandone l’attuazione ad una legge ordinaria che (come sostiene la stessa Lega Nord) contemplerà anche il trasferimento di fondi dalle regioni “ricche” a quelle “povere” (un po´ come accade qui in Danimarca con i comuni).
Quello che il nuovo testo fà, a mio modo di vedere in maniera tutto sommato piuttosto efficace, è di separare le competenze di Governo e Regioni (con il Presidente della Repubblica a fare da garante: il Primo Ministro non può imporre le sue proposte al Senato federale senza l’ approvazione del Presidente).
Corretta anche la separazione di ruoli tra le due camere. Ognuna a lavorare sulle materie di propria competenza.Ed il Governo responsabile solo alla Camera dei Deputati, mentre il Senato ha come proprio riferimento le Regioni (giustissima in questa ottica l´elezione dei Senatori assieme ai Consigli regionali). In questo senso il fatto che si creino maggioranze diverse alla Camera ed al Senato non comporta problemi per l´azione del Governo.
Anche il rafforzamento del Primo Ministro è utile, e ci libera anche da ipocrisie. E´ giusto che il Primo Ministro sia designato dagli elettori, ed è giusto che sia lui a decidere i ministri da nominare o dimettere. In realtà è così già ora, e le consultazioni del Presidente sono ormai una semplice formalità anche un po´ ridicola (non a caso Napolitano ha sbrigato la pratica in una giornata).
Il potere di sciogliere le camere? Va al Primo Ministro, ma (leggiamo l´art. 88) se la sua maggioranza di riferimento non è d’ accordo, ed ha un candidato alternativo, lo scioglimento è annullato. Anzi, la maggioranza può anche sfiduciare il primo ministro e sostituirlo (art.94). Però niente voti segreti, e niente cambiamenti di casacca. I deputati eletti sostenendo una coalizione possono, se vogliono, cambiare coalizione, ma non possono diventare determinanti per fare cadere o sostenere un governo.
Il Consiglio Superiore della Magistratura? Dato che il presidente (già oggi) è il Presidente della Repubblica, mi sembra pienamente accettabile che sia lui stesso a scegliere il proprio Vice, che ne farà le funzioni.
La Corte Costituzionale? I membri restano quindici. Ora cinque sono eletti dalle camere riunite, cinque dai giudici e cinque nominati dal Presidente della Repubblica. Con il nuovo ordinamento, Camera e Senato votano separatamente. Quindi, 4 membri scelti da giudici, Presidente, e Senato. 3 membri scelti dalla Camera.
Anche questo mi sembra giusto. Perchè Camera e Senato sono elette con criteri diversi ed in tempi diversi (quindi non è detto che abbiano la stessa maggioranza), ma soprattutto perchè rappresentano interessi diversi e potenzialmente in conflitto tra di loro. Uno dei compiti principali dell´Alta Corte è appunto quello di “arbitrare” tra i diversi poteri.
Riforma perfetta? Certamente ciascuno può trovarvi punti di discussione. A me per esempio risulta del tutto insensato il richiamo ad una eventuale “polizia regionale”. Ma soppesando i punti a favore (secondo me sono tanti) ho deciso di esprimermi convintamente per il SI’.
SI´ ad un´ordinamento costituzionale più moderno, più efficiente. SI´ ad un governo più stabile e meno ricattabile. SI´ alla coerenza nella gestione delle autonomie regionali, completando così le riforme iniziate negli anni ´70 dalla sinistra.