Elogio della democrazia
di Giovanna Iacobucci
Michela dell’Anno nel suo elogio della schizofrenia si chiede se sia possibile augurarsi un risultato equivalente ma speculare a quello dell’Italia alle prossime elezioni politiche qui in Svezia. Seppur capendo bene i motivi che la portano ad elogiare l’alternanza al potere ebbene la mia risposta è no, per me non sarebbe possibile augurarmi una vittoria del centro destra. Questo sebbene la coalizione guidata da Prodi non mi abbia affatto entusiasmato con le sue ipocrisie, i suoi compromessi e il suo cauto progressismo e per quanto riguarda Göran Persson sarei anch’io ben contenta di non vederlo piú alla guida di una socialdemocrazia ormai logora e stanca.
“La politica”, lo sappiamo bene noi italiani, è solo politica, parola pronunciata dai più con sospetto o con disprezzo considerata quando non una cosa sporca quanto meno un’entità astratta e inaffidabile, religione faziosa attuata da uomini (e qualche volta, ma ahimè assai raramente, da donne) corrotti, egocentrici e privi di valori. “La politica”, questa parola così intimamente collegata alla frase “tanto uno vale l’altro”, secondo l’opinione più comune, non ci riguarda perchè non si può influenzare.
Io, che di politica ne ho sempre fatta tanta e che non ho mai condiviso atteggiamenti di tipo qualunquista, proprio qui in Svezia, dove in realtà di politica almeno tra la gente e nelle conversazioni di tutti i giorni, se ne parla ben poco, ho avuto conferma dell’importanza di essere schierati politicamente. Proprio qui in questo avanzatissimo paese in cui la coalizione di centro-destra su diverse questioni è più progressista del centro-sinistra italiano ho imparato che la politica è fatta non solo di opinioni e di programmi astratti ma anche di leggi e di cambiamenti concreti.
Che sia giunta l’ora di Göran Parsson e del “folto entourage dei socialdemocratici” non ci sono dubbi, ma quanto impossibile mi sembra l’alternativa di votare dei partiti che hanno nel loro programma di governo leggi discriminatorie e l’ambizione di una società meritocratica privatizzata, non equalitaria e non paritaria.
Hai ragione Michela, i socialdemocratici qui in Svezia stanno correndo il rischio di trasformarsi in una specie di Democrazia Cristiana ed hanno perso tutte (o quasi) le caratteristiche di un partito progressista, soprattutto per quanto riguarda il coraggio di fare dei passi avanti, ma non per questo sono pronta a vedere la Svezia fare dei passi indietro.
Quello che io mi auspico invece e che credo possa essere una concreta ed efficace soluzione al problema, è che il nostro caro Persson diventi un pò meno arrogante e capisca che i bei tempi sono passati e che oggi come oggi per avere la maggioranza al governo ha bisogno di due partiti cosiddetti “di sostegno” e cioè il partito della sinistra e quello dei verdi. Ma questo i socialdemocratici in realtà lo sanno bene è solo che hanno difficoltà a rinunciare a qualche posto di ministro per lasciar spazio, democraticamente, ai rappresentati dei partiti che l’hanno aiutati a formare il governo e con i quali hanno un cosiddetto rapporto di collaborazione. Questi due partiti inoltre, secondo le ultime statistiche sembrano crescere a livello di consensi a differenza di quello che sta succedendo per i socialdemocratici.
E allora, dico io, largo a questi partiti che essendo stati sempre piccoli, costretti a fare solo da supporto e quindi senza potere, logori non sono e di energia, idee e voglia di progresso ce ne hanno. Spazio al rinnovamento dunque ma dal di dentro e che non sia quello dei due passi indietro quanto quello dei tre passi avanti.
Mi è piaciuto molto l’articolo…solo che non capisco cosa stia succedendo ai socialdemocratici,e vorrei capire in che senso non sono piu’ progressisti?certo che paragonarli alla democrazia cristiana mi sembra eccessivo.Mi piacerebbe leggere piu’ articoli sulla politica svedese e sul modello svedese in generale!
Scusa Giovanna,
ma quale sarebbe esattamente la tua idea di paese ideale? Questo schifo della Svezia dove risiedi come un parassita da diversi anni? Perche’ sono sempre i maledetti comunisti come te a elemosinare bidrag e non fare un cavolo dalla mattina alla sera? Praticamente ti piace il modello svedese perche’ ti sei insediata qui a cazzeggiare mentre la gente come me lavora sodo per pagare le tasse che guarda caso vanno a finire in contributi tipo il barnbidrag che fra poco riceverai anche tu dalle mie tasche. Cioe’ mi tocca pagarti un contributo per tuo figlio nato da chissa’ dove (forse con l’aiuto dello spirito santo??) ed io non traggo nessun beneficio dalle tasse che verso a questa societa’ di cacca chiamata Svezia. Ma ti pare giusto?