Il golpista
di Flavio Serra
E così, i temuti colpi di coda di Berlusconi si rivelano realtà (d’altra parte è proprio con la coda che colpiscono i caimani). Con un sorriso inquietante dichiara che “non ci libereremo facilmente di lui” e mette in discussione la legittimità del voto.
Il giorno dopo il voto aveva alternato minaccie ed avances. L’idea di grande coalizione era risultata subito assurda: proposta con un tono arrogante, da chi negli ultimi 5 anni si era ben guardato dal coinvolgere l’ altra metà del paese. Restano le minacce.
Basate sul nulla. Dal sito del Ministero dell’ Interno si evince che del milione di voti “rubati” alla camera (1′102′188 per l’esattezza), 448′000 sono schede bianche. 611′000 sono schede nulle, considerate tali all’unanimità dagli scrutatori e rappresentanti di lista (tipicamente sono schede che contengono messaggi vari, insulti, poesie, oppure croci messe su più simboli, o fuori dagli spazi, ecc ecc). Sono 43′000 le schede davvero contestate, cioè voti attribuiti all’ uno od all’ altro schieramento dalla maggioranza degli scrutatori, con decisione impugnata da una minoranza. Difficile pensare che siano davvero “unidirezionali”.
Il quotidiano La Repubblica ha fatto una verifica, e sulle sezioni verificate, risultava anche che l’Unione aveva perso più voti della CDL. In ogni caso la cassazione ha già preso a ricontrollare tutti questi voti a tappeto, e dalle prime verifiche sembra assai probabile che le schede riassegnate saranno dell’ ordine delle poche centinaia, se non delle decine!
Ma Berlusconi, addirittura contro - si dice - il proprio Ministro dell’ Interno (persona perbene), vorrebbe un decreto legge per ricontare tutto, ed allungare ancora i tempi. Se potesse, farebbe un decreto anche per assegnare alla CDL le schede bianche (con giustificazioni del tipo: “chi tace acconsente, quindi approva il governo uscente”). Le regole, per Berlusconi, valgono solo nella misura in cui servono ai propri interessi. Se non servono si cambiano (in Parlamento). E se non si possono cambiare, allora si pensa a qualcos’ altro (non dimentichiamoci che Previti è stato condannato per aver corrotto magistrati nell’ interesse di Berlusconi).
Fortunatamente l’Italia del 2006 non è il paese delle banane che Berlusconi sogna, fortunatamente al Quirinale c’ è Ciampi.
Ma il danno è grave. Non tanto per l’ immagine dell’ Italia all’ estero, fortunatamente qui ormai Berlusconi lo si vede come un “ex” che parla per sè e non più a nome del Paese (la stampa inglese titolava su Berlusconi “clown” e “padrino”). Il danno è per le istituzioni italiane. Un “apres moi le diluge” in versione nichilista che amplierà il solco tra gli italiani, che punta a delegittimare il governo, che ci fa prefigurare di quale livello sarà l’ opposizione nei prossimi anni.
Un golpismo bianco a cui dobbiamo prepararci.