Monday, March 27, 2006

Chi votare?

In questi giorni stanno arrivandoci a casa i plichi con le schede del voto. Per quanto in teoria il voto per corrispondenza sia una cosa semplice, noi italiani siamo riusciti a complicare anche questo, e dovremo fare attenzione a ritagliare talloncini e distinguere buste. Le istruzioni comunque sono allegate nel plico ed a quelle vi rimandiamo.

Sulla scelta di campo e’ difficile avere dubbi (in queste elezioni anche l’austero Corriere della Sera ha invitato a votare per l’Unione), ma molti sono ancora incerti sulle preferenze da dare ai candidati. Qualche suggerimento noi ce l’ abbiamo.

Innanzitutto, pur rispettando la decisione di UDEUR e Italia dei Valori, noi invitiamo a votare per la lista “L’Unione Prodi” per evitare la dispersione di voti che in un collegio piccolo come quello europeo, potrebbe costare molto cara.

 

Poi invitiamo a votare almeno una donna (le preferenze infatti sono due, e ricordate: inchiostro nero o blu). Quelle in lista sono: alla Camera, Marisa Corazzol; al Senato, Rosella Benati e Anna Picardi. Suggerendo a chi fosse ancora in dubbio di rileggere su queste pagine l’articolo sulle “quote rosa” scritto da Michela Dell’Anno.

Infine vi segnaliamo i nomi dei candidati che hanno sottoscritto 4 impegni programmatici sottoposti loro dal coordinamento dell’Unione in Danimarca: l’impegno a venire a trovarci annualmente dopo l’elezioni, l’impegno a migliorare i servizi consolari (“sportello unico del cittadino”), l’ impegno per i lavoratori italiani all’estero, l’impegno incondizionato contro interventi militari al di fuori dell’ egida ONU (clicca qui per il testo completo).

Tra le candidate donna già citate l´impegno è stato sottoscritto da Marisa Corazzol e Anna Picardi. Inoltre tra gli uomini, alla Camera: Antonio Argenti, Aldo Bechi, Arnold Cassola, Elio Carozza, Alberto Sipione. Al Senato: Claudio Micheloni. L’ elenco verra’ aggiornato mano a mano che arriveranno le risposte (l’Unione in Danimarca ci ha segnalato di non essere ancora riuscita a contattare tutti i candidati) e vi suggeriamo quindi di ritornare su questa pagina prima di compilare e spedire le schede (che devono arrivare al consolato entro il 6 aprile).

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Il prestigio della Lega

di Flavio Serra

Stamattina ho trovato nella mia casella postale un proclama elettorale della Lega Nord, che evidentemente spera di recuperare nel Nord scandinavo qualcuno dei voti che sta perdendo in Italia. Su un paragrafo mi sono soffermato, quello in cui si accenna all´aumentato prestigio internazionale dell’ Italia.

 Ohibò - mi sono detto - che si faccia riferimento alle performance anti-islamiche dell’ ex-ministro Calderoli che hanno causato scontri di piazza e diversi morti in Libia? Oppure al fatto che nel parlamento europeo i leghisti sono stati espulsi anche dal gruppo degli euro-scettici e sono ora relegati nel gruppo misto dei “senza arte nè parte”?

Niente di tutto questo, il riferimento è alle “missioni militari di pace” (mah, a me sembra di vedere qualche contraddizione nei termini). Prestigiose per chi? Perchè? Resto con l´interrogativo. Ma a proposito di prestigio internazionale del governo Berlusconi, vi segnalo un video (per vederlo cliccate qui). L´episodio non è recentissimo, ma vale la pena di essere visto nella sua interezza.

Avvertenza: il video è sconsigliato alle persone sensibili. Io che sono di scorza dura (almeno credo) nel vederlo ho sofferto molto, come italiano.

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Problemi pratici con il voto?

In occasione del voto, il Consolato italiano a Copenhagen ha esteso l’orario di ricevimento delle telefonate. Nei giorni feriali dalle 9:00 fino alle 16:00 al numero dell’Ambasciata (39 62 68 77). Ogni giorno, sabato e domenica inclusa, dalle 16:00 fino alle 21:00, sul cellulare al numero 21 80 40 69.

 

Il sistema preferito per ricevere segnalazioni è quello del fax (al 39622599). In questo caso, ricordiamo di riportare i nostri dati completi e soprattutto il numero telefonico a cui essere richiamati.

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Thursday, March 23, 2006

Dopo Berlusconi…

Ieri, 22 marzo, un pubblico molto numeroso e interessato, composto da italiani e da danesi, ha seguito a Copenaghen le riflessioni e il dibattito organizzato dal Coordinamento dell’Unione in Danimarca, in collaborazione con il Partito Socialdemocratico danese sul tema “Dopo Berlusconi Scenari della politica italiana ed europea”.

Ad aprire i lavori é stato il giornalista e scrittore Thomas Harder che ha compiuto una profonda e dettagliata analisi della figura di Silvio Berlusconi e del suo governo, soffermandosi sull’anomalia rappresentata di questo personaggio nella vita politica, sugli aspetti poco democratici della sua gestione del potere e sui rischi di un’ affermazione del suo modello in Europa.

Livia Sansone, dell’Unione di Copenaghen, ha riferito del modo in cui Berlusconi sta conducendo la campagna elettorale e dei pericoli che potrebbero emergere se, nelle ultime settimane, il timore di una sicura sconfitta lo portasse ad ordire delle provocazioni.

Per i socialdemocratici ha parlato Poul Breyen soffermandosi sul rapporto di Berlusconi con l’Europa e sulla sua politica estera.

Dopo una serie di domande da parte del pubblico si é tenuta anche una tavola rotonda cui hanno preso parte Thomas Harder, Fabrizio Tassinari, vice presidente del Coordinamento dell’Unione in Danimarca ed Eugenio Marino, responsabile comunicazione del Coordinamento nazionale de L´Unione degli italiani del mondo.

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Monday, March 20, 2006

Dibattito pre-elettorale il 19 marzo a Copenhagen

di Michela Dell’Anno

Evviva, siamo riusciti a scaldare una fredda e grigia domenica a Copenhagen grazie all’ottima riuscita del dibattito pre-elettorale da noi organizzato tenutosi ieri pomeriggio (19 marzo) nei locali messi gentilmente a disposizione dal club calcistico BK Union a Genforeningspladsen.

 

Oltre ai protagonisti del dibattito, Guglielmo Picchi – candidato di Forza Italia, Donato Russo – presidente del coordinamento dell’Unione in Danimarca – e Livia Sansone, moderatrice e redattrice di Scandinaria, è intervenuto un nutrito gruppo di italiani e danesi interessati a seguire gli interventi dei due rappresentanti, a porre domande e a raccogliere le informazioni sul voto ormai prossimo.

Il dibattito si è svolto in maniera ordinata e con toni molto civili, anche se non sono mancati né ironia né entusiasmo, ed ha fornito interessanti spunti di riflessione politica agli ascoltatori.

Picchi e Russo hanno utilizzato i primi quindici minuti a disposizione in maniera diversa: per introdurre temi tipicamente caratteristici degli italiani all’estero il primo, descrivendo i punti focali del programma dell’Unione (in Italia e all’estero) il secondo. E’ stata poi la volta delle domande della moderatrice, seguite da quelle che si sono rivolti l’un l’altro i “duellanti”, su argomenti scottanti quali la devolution e la politica per le famiglie.

Dopo una breve pausa, il pubblico ha fatto due domande a Picchi e due a Russo, portando l’attenzione anche su temi quali l’introduzione dell’Euro ed il prestigio dell’Italia nel mondo. Nel finale il dibattito si è animato, con Donato Russo da un lato a fare una carrellata degli obiettivi mancati dal governo Berlusconi, e Picchi subito dopo a difenderne l’operato esortando a riconfermare la destra in carica. Il pubblico ha concesso un applauso ad entrambi e a fine dibattito molti si sono attardati discutendo tra di loro e con i due esponenti politici.

 

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Thursday, March 16, 2006

I duellanti

da Angelamaria Fiori, lettrice del blog, riceviamo e pubblichiamo. Sono ovviamente benvenuti ulteriori commenti, che possono essere inseriti in calce all’ articolo.

Sono già usciti tutti i giornali con dettagliatissimi resoconti, argutissimi commenti, intelligentissime considerazioni… già le migliori penne dei più influenti giornali avranno detto tutto e anche di più. Cosa posso aggiungere io che non faccio politica attiva, che mi limito ai Tg e a qualche programma di approfondimento politico, che non sempre leggo i giornali… il mio è solo il misero punto di vista di un elettore, neanche troppo scaltrito dall’esperienza sull’attesissimo scontro televisivo Berlusconi-Prodi.

Scontro ora auspicato, ora temuto da ambo le parti. Le cui modalità sono state lungamente discusse ed infine prese a modello dai duelli elettorali americani: domande da non più di 30 secondi, risposte da non più di 2 minuti e 30, repliche da 1 minuto.

Nessuna possibilità, per i due contendenti, di farsi reciprocamente domande. Niente pubblico. Scenografia di un bianco abbagliante (stile manicomio). Abbigliamento quanto più simile (completo scuro, cravatta blu, camicia celeste). Giornalisti docili come pecorelle. Telespettatori ipnotizzati dal cronometro in sovraimpressione.

Un Berlusconi stranamente poco comunicativo: teso, tutto preso a scarabocchiare numeri e rettangoli sui suoi stessi appunti e con serie difficoltà ad individuare la camera. Il solito sorrisetto nervoso a incipit; un insulto ad aprire ciascuna replica.

Il professore…. finalmente! Da quanto tempo mancava in video!….Romano Prodi, con la bocca larga, la gestualità e gli intercalari da curato di campagna era là a fare buon viso a cattivo gioco davantiall’arroganza dell’interlocutore, ma ben deciso a non regalare nulla al nemico. Ha subito cominciato protestando per il primo, vistoso ritardo di Berlusconi sui tempi concessi. Poi ha svuotato di ogni senso il mare di cifre sciorinate dall’avversario e si è persino concesso il lusso di un paio di affondi ben assestati che verrano ricordati con divertimento. Globalmente è riuscito, con un sorriso e una spontaneità che è mancata del tutto alla controparte, a rivestire il suo discorso politico di un manto di profonda umanità.

Non riesco a non riferire delle due battute che mi hanno fatto letteralmente sobbalzare dal divano distraendomi dall’implacabile cronometro: “Non è possibile che abbiate ereditato tutti i problemi dalla passata gestione politica […] Dopo 5 anni di governo ininterrotto vi rivolgete ancora al passato colpevolizzando i precedenti governi: parlate sempre come se foste all’opposizione!” e, davanti alla riproposizione dello stesso argomento: “Passato, passato… potreste far risalire i vostri problemi fino a Garibaldi!” (cito a memoria).

Persa, però, un’occasione ghiottissima: Berlusconi si scagliava,come al solito, contro le cooperative. Prodi replicava attribuendo alle cooperative un ruolo non trascurabile per l’economia del paese; ricordava, inoltre, una legge in loro favore varata proprio dal presente governo. Allora Berlusconi si è agitato denunciando l’indecenza di presidenti di cooperative che diventano a volte assessori, sindaci e uomini di partito in un carosello di poteri e poltrone che coinvolge sempre le stesse persone. Io sono scattata in piedi urlando, sperando vanamente di raggiungere Prodi, una scena tipo Nanni Moretti in “Aprile” che urla davanti alla TV …

Ma a dire “Lei trova indecente che il presidente di una cooperativa sia assessore e non che il proprietario di televisioni, quotidiani, case editrici, assicurazioni, banche, imprese edili, supermercati ecc… sia anche Presidente del Consiglio?” SONO STATA SOLO IO.

Che dire, infine? Che lo scontro ha confermato oltre all’arroganza, la pochezza degli argomenti del nostro Premier, la sua mal dissimulata preoccupazione verso il confronto e l’esito delle elezioni. Sinceramente non so se i due siano riusciti a spostare qualche voto, vista la genericità delle domande e le implacabili regole del gioco (giuste e necessarie nel caso di avversari rissosi e sleali, ma non degne di un dibattito in un paese civile)…. ma magari qualche indeciso….

Io, a questo punto, farei un brindisi augurando a tutti giorni (e dibattititi) migliori!

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Sunday, March 5, 2006

Vai di fretta?

Non hai tempo, o non hai voglia, di leggere il Programma dell’Unione in versione completa?
Qui trovi un condensato che in 4 pagine presenta con chiarezza i punti principali (file PDF, 390 KB).

 Se no, clicca qui per il file PDF della versione integrale, 182 pagine, 1,5 MB

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Wednesday, March 1, 2006

Burlesconi??? Non lascia!!! E…Raddoppia!!!

di Ciullo d’Alcamo *

Ronf, ronf… zzzzzzzzzz… zzzzzzzzz…. Sgrunt!
(nel mezzo di un incubo)

“Lascia o raddoppia”.
Protagonisti l’immarcescibile Maik Buongiorno ed il “campione” in carica, tale sig. Silvio Burlesconi.

Buongiorno: Allegria!!! Signor Burlesconi, siamo arrivati alla domanda che tutti aspettano: “Lascia o Raddoppia?”

Burlesconi: Caro Maik, mi sia consentito il dire che non ho tentennamenti…

Buongiorno: Beh, beh… la scorsa puntata  (ndr. Vedi “contratto con gli italiani 2001”) aveva detto che se non ce l’avresse - uhè, si dice così in italiano? – fatta a rispondere alle esigenze degli italiani, non ci avrebbe più provato…

Burlesconi: …Ma vede, caro Maik, non mi hanno lasciato lavorare: ci sono state le “Torri Gemelle” (che lei sicuramente conosce, essendo di Niu Iorch), c’è stato l’Euro, ci sono stati i cinesi, gli indiani, le guerre e poi, mi sia consentito il dire, ci sono stati questi comunisti che mi hanno impedito di lavorare…
 

Buongiorno: Eh, eh, eh… Signor Burlesconi, veniamo a noi: Lascia o raddoppia? 

Burlesconi: Raddoppio!!! 

Buongiorno: Colpo si scena!!! Il Signor Burlesconi, raddoppia!!! Fiato alle trombe, Tronchetti!!! 

Burlesconi (alla truccatrice): Ce la fa’ a darmi una “manina” di cerone? 
v
Buongiorno: Allora, Signor Burlesconi, gli argomenti da Lei scelti per questa puntata sono i seguenti – Famiglia, Sud, Sviluppo economico e competitività, Fisco, Finanza pubblica, Casa, Sanità, Ricerca ed energia, Società solidale, Giustizia e sicurezza territoriale. Per cinque nuovi anni di malgoverno, da dove intende iniziare? 
B

urlesconi: Direi dalla “famiglia”! Si, una famiglia da cinque! 

Buongiorno: Bene, Sabrina mi porta la bustarella per favore? Grazie. Straaap!

Signor Burlesconi per entrare tra’ i dieci uomini più ricchi al mondo, mi sa dire che cosa farà per la famiglia italiana? Ha fino al 10 aprile per rispondere: Via! 

Burlesconi: ”La famiglia,…fondata sul matrimonio tra uomo e donna,… sarà il centro privilegiato del rapporto fiscale basato sul criterio del quoziente familiare.

Buongiorno: Si spieghi meglio, Burlesconi:  Più figli, più soldi?

Burlesconi: Si, caro Maik. Il tutto condito con il “Bonus bebè” ed ”il sostegno alle famiglie meno agiate per l’acquisto di latte artificiale, fino ai sei mesi di età dei nuovi nati”.

Buongiorno: Fino a sei mesi? Ne è proprio sicuro? Ci pensi bene…Notoriamente i neonati ne hanno più bisogno DOPO i primi sei mesi… Chissà che cosa direbbe la mia cara mamma che mi ha allattato fini all’età di quattro anni… Beh! Almeno, i produttori di latte in polvere saranno contenti! Andiamo avanti…

Burlesconi: Beh, dopo questo grande contributo iniziale, creeremo “sul modello francese, un libretto vincolato per ogni nuovo nato, per aiutare le famiglie nel costo degli studi.” Saranno tutti liberi di iscriversi alle scuole private che, notoriamente, funzionano meglio delle pubbliche.

Buongiorno: Ma quanto denaro riceveranno mensilmente i pargoli? E da dove prenderà i soldi il governo?

Burlesconi: L’importo è ancora da decidere. Per i soldi, taglieremo i fondi alla scuola
pubblica ed istituiremo dei fondi di investimento, curati da privati, dove gli italiani potranno stare sicuri di fare un buon affare investendo sul futuro dei propri figli. Abbiamo poi in programma la “prosecuzione del piano di investimenti in asili aziendali e sociali” (con le sponsorizzazioni sulle bavette ed i succhiotti), “attraverso detassazione” per le aziende ”e fondi pubblici” per le istituzioni cattoliche.

Buongiorno: Signor Burlesconi,  e per i giovani sposi (le coppie di fatto non meritano niente) che cosa farà?

Burlesconi: Beh, creeremo il “Bonus locazioni”, per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti” perchè tanto le case, con gli stipendi che hanno non se le potranno mai comprare…

 Buongiorno: Colpo di scena!!!

Zaaap! Il mio televisore si è spento.

Mi sono svegliato ed ho creduto di aver avuto un incubo. Ma così non è…

Buonanotte Italia…   

* con lo pseudonimo Ciullo d’Alcamo inizia la collaborazione con Scandinaria di un anonimo guitto: benvenuto Ciullo. 

Per il programma della CdL clicca qui
Se vuoi saperne di più su Ciullo d’Alcamo, leggi questo testo di Dario Fo

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