Wednesday, December 21, 2005

Politica e parole

di Flavio Serra

E’ di questi giorni la polemica lanciata da Mads Bryde Andersen contro il Centro Europeo di Monitoraggio del Razzismo e della Xenofobia (EUMC), un’ente comunitario di cui fa parte come membro del Consiglio d’Amministrazione (nominato dal governo danese).

Il prof. Bryde Andersen è stato il solo tra i 25 membri del Consiglio a votare contro il Rapporto Annuale. Non pago, ha scritto una lettera al ministro danese per l’integrazione, criticando duramente il Centro. La ragione di tanta rabbia?

Il Centro non gli ha fornito una definizione soddisfacente di “razzismo”, e questo dimostra che tutto il lavoro svolto va cestinato. Senza la stella polare di questa definizione, come si fà a giudicare ciò che è xenofobia e razzismo? Niels Erik Hansen, direttore del DRC (Dokumentations- og Rådgivinings centret om Racediskrimination) osserva che non si tratta di dibattere sul “sesso degli angeli”. La stessa legge danese sanziona razzismo e discriminazione, senza definirli in dettaglio, ma lasciando questa interpretazione ai magistrati che la applicano, come peraltro avviene in tutto il mondo.

Eppure, la domanda di Andersen non è priva di interesse. Proviamo ad allargare un po’ la prospettiva…

dimenticandoci per un attimo che quella di Andersen sembra tanto una ripicca perchè l’EUMC l’ anno scorso aveva criticato la Danimarca e le sue politiche di integrazione (ovviamente considerate un esempio di democrazia dal nostro).

A noi sembra infatti che ci sia bisogno di chiarezza, e vorremmo che la richiesta di Andersen venisse allargata a tappeto.

Proprio in Danimarca, perchè non avviare un dibattito sul significato di “integrazione”? Secondo il dizionario, “integration” significa “den at forene forskelligartede dele til en helhed”.

A me non sembra di vedere nelle politiche del governo molto interesse per le “diversità” e per la composizione in un “tutto” plurale. Al contrario vedo un´esaltazione della “danesità” e dei “valori danesi” che dovrebbero essere fatti propri dagli immigrati. Forse “integrazione” non è la parola giusta: ci soccorre ancora il dizionario, offrendoci la parola “assimilation” definita come “det at noget gøres lig med noget andet”.

Certo che “assimilationspolitik” ed “assimilationsminister” suonerebbero un po’ sinistri, ma forse ne risulterebbero più chiari gli scopi.

E se ritornassimo a chiamare “Ministeri della Guerra” i tanti “Ministeri della Difesa”?

Oppure se provassimo a ridefinire la “tortura”? Secondo i documenti ufficiali USA, tenere un prigioniero nudo, al freddo, senza lasciarlo dormire, sono metodi di interrogazione coercitivi, ma non assimilabili alla tortura perchè non provocano danni fisici permanenti (sic!). E la Rice si può quindi permettere di affermare che gli USA rifiutano categoricamente la tortura.

Chissà se Orwell, scrivendo “1984″ si sarebbe immaginato che i suoi incubi sulla “neolingua” sarebbero stati accolti come una formidabile fonte di ispirazione non solo dai totalitarismi, ma dalle (auto)celebrate democrazie occidentali.

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Saturday, December 17, 2005

Il pacco di Natale

di Flavio Serra

Post Danmark si avvia a concludere l’anno con un buon profitto. Nei primi 9 mesi al netto delle imposte si sono registrati profitti per 553 millioni di corone (il 6,6% sul fatturato). Gli impiegati si rallegrano per il regalo di 90 milioni di corone in azioni della società (in media 4.100 corone a testa).
 
Giubilano anche i politici. Il processo di privatizzazione avviato nel 2002 quest’ anno ha fatto un deciso passo avanti, quando gli investitori britannici di CVC hanno comprato il 22% della società, e ad ottobre Post Danmark ha mostrato dinamismo e capacità finanziarie a livello internazionale acquisendo il 50% delle poste belghe.
 
In rapporto a quello italiano, il servizio sembra davvero fantastico. Le lettere spedite la sera alle 18 arrivano a destinazione la mattina dopo, quasi ovunque. Un modello da imitare?

Anche in Danimarca le medaglie hanno il loro rovescio. Nella posta ho infatti trovato il nuovo tariffario 2006: le lettere ordinarie dovranno essere affrancate con 4,75 corone, invece che con 4 corone e 50 (6% di incremento; l´incremento in tre anni è del 12%). Le lettere per l’Europa passano da 6,50 a 7,00 corone (incremento dell´8%; negli ultimi tre anni l´incremento qui è stato del 27%).

Migliorano anche i servizi? Post Danmark sostiene di sì: a Novembre ha annunciato un nuovo servizio: consegna mattutina garantita entro le 10:00. Come infatti avviene quasi sempre già adesso. Solo che la “garanzia” costa 2250 corone, e chi non paga riceverà la posta più tardi.

Vogliamo far risparmiare alle poste le spese di consegna? Se finora un’ azienda poteva noleggiare una cassetta postale gratuitamente, ora il servizio costerà da 750 a 1750 corone annue.

C’è poco da stupirsi: Post Danmark mantiene il monopolio di stato sulla consegna della corrispondenza ordinaria fino a 50 grammi (ma anche senza monopolio sarebbe molto difficile per un concorrente raggiungere le stesse economie di scala, ed in effetti Post Danmark ha già subito condanne dall’ authority danese per la concorrenza per aver abusato della sua posizione dominante nella vendita dei servizi in cui era in concorrenza con società private).

Come sanno anche i bambini, e come hanno chiarito con ricchezza di esempi matematici gli economisti liberisti della “scuola classica” una società monopolista è in grado di imporre prezzi (e riscuotere profitti più alti) di una società esposta alla libera concorrenza. E’ per questo che fin dall’ inizio del secolo le pubbliche amministrazioni hanno statalizzato servizi monopolistici di pubblica utilità.

Si è detto che i monopoli pubblici alla fine fossero come quelli privati (sì ma i profitti tornavano nelle tasche dei cittadini) ed è innegabile che in taluni casi l’apertura alla concorrenza abbia portato ad incrementi di efficienza. Questo però è accaduto in quei settori dove la concorrenza si poteva realizzare per davvero, grazie anche alle nuove tecnologie. Vedasi per esempio la telefonia, caso interessante perchè a fronte di una riduzione delle tariffe telefoniche (in concorrenza) restano alti i costi di connessione (es. canone fisso, ADSL) che sono legati a strutture fisse (i cavi che collegano materialmente le case alle centrali).

Discutibili quindi le strategie di privatizzazione delle poste. E chi ne fosse in dubbio, è invitato a leggersi le dichiarazioni di CVC al momento dell’acquisizione della partecipazione in Post Danmark: “noi siamo pazienti” dicono “potremmo aspettare ad uscire da Post Danmark con un’ IPO (offerta pubblica di azioni) anche 5/8 anni”. Capito? Alla faccia della pazienza. La strategia predatoria (compra e rivendi con una bella plusvalenza) è ben delineata.

Pagano gli utenti con gli aumenti tariffari. Per quanto riguarda i dipendenti, Post Danmark si augura evidentemente che il regalo di azioni sia servito a conquistarne “i cuori e le menti”.

Chissà che anche tra Londra e Copenhagen non si nasconda qualche “furbetto del quartierino”…

Per saperne di più:
Sito di Post Danmark (cliccate sul tab “Om Post Danmark”)
Sito del Konkurrencestyrelsen

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Tuesday, December 13, 2005

Elezioni in Italia ad aprile. Attenzione alle scadenze!

di Livia Sansone

A Messina sembrava impossibile vincere le elezioni e invece il centro sinistra ha avuto un vero e proprio trionfo. Ormai la prossima primavera è piena di speranze, non facciamocele scappare! Le elezioni politiche in Italia si terranno il 9 aprile e la possibilità che il Bel Paese possa diventare anche un paese pienamente democratico, civile, credibile e rispettato nel mondo, finalmente è alle porte.

Queste elezioni saranno la prima occasione in cui i cittadini italiani che, come noi, risiedono all’estero voteranno nei paesi in cui vivono ed è probabile che la nuova legge elettorale, una volta approvata, renda decisive proprio le nostre scelte nel determinare l’esito del voto.

Il nostro sarà un voto per corrispondenza, quindi in teoria sarà facile votare. Ma sarebbe un errore dare tutto per scontato.  Se non stiamo attenti rischiamo di mancare l´appuntamento. Ecco allora alcune cose che dobbiamo sapere. E attenzione: il tempo stringe!

Per prima cosa, non bisogna perdere tempo nell’assicurarsi di essere regolarmente iscritti nelle liste elettorali, il che richiede di essere iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani all’estero) accertandosi che vi siano registrati anche i nostri figli, soprattutto nel caso in cui siano maggiorenni. Infatti in Danimarca i figli delle coppie miste acquisendo alla nascita anche la cittandanza del genitore non danese mantengono la doppia cittadinanza per tutta la vita. Questo significa che possono godere dei diritti politici sia in Italia che in Danimarca e che, una volta iscritti all’Aire, riceveranno il certificato elettorale per le elezioni italiane.

Ma non basta  essere iscritti, perché l’Aire è una vera e propria anagrafe in cui i dati anagrafici propri e dei familiari devono venire sempre aggiornati comunicando al proprio ufficio consolare ogni trasferimento di residenza, ogni cambiamento di indirizzo, un matrimonio, un divorzio, la nascita di un figlio e così via.

In vista delle prossime elezioni, per preparare le liste elettorali della Circoscrizione Estero, naturalmente è stato necessario compiere una  verifica dei dati degli italiani all’estero con i Comuni d’origine e con i Consolati. Quanto alla Danimarca il Consolato ha verificato che circa 1000 italiani non risultavano registrati regolarmente ed ha inviato a queste famglie dei questionari, ma ancora il 40 per cento non ha risposto. Se non lo faranno in tempo il loro destino è quello di venire temporaneamente cancellati dall’elenco degli elettori. Insomma non potranno votare.

Un altro rischio si presenta per chi al momento del voto pensa di potersi trovare o preferisce andare a votare in Italia. In questo caso davvero i tempi stringono perché  per le elezioni del 9 aprile la legge prevede che si debba comunicare per iscritto questa decisione al proprio Consolato entro il 31 dicembre. Quindi attenzione, perché chi entro questa data non lo avrà fatto trovandosi in Italia non potrà votare.

Ma i tempi stringono per tutti noi che viviamo all’estero, perché se è vero che in Italia le elezioni saranno il 9 aprile, il voto per corrispondenza sovrà essere fatto in anticipo. E’ probabile che il plico con cui voteremo per corrispondenza ci arrivi a casa già ai primi  di marzo e che entro una decina di giorni lo si debba restituire votato perchè poi venga inviato in tempo in Italia.

E allora attenzione, non perdiamo tempo, facciamo tutto il possibile per assicurarci quel fondamentale diritto democratico che speriamo possa finalmente rendere l’Italia un “ paese normale”. 

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Elezioni politiche: legge “beffa” in Italia; e per noi all´estero ?

di Flavio Serra

Domattina, in diretta televisiva, il Senato dovrebbe approvare la nuova legge elettorale. Difficile difendere la legge maggioritaria basata sui collegi uninominali, ma la riforma approvata dal governo di centro-destra agli ultimi minuti dei tempi supplementari, suona se non una “truffa” almeno una “beffa” nei confronti dell’opposizione, e dimostra ancora una volta che l’esecutivo Berlusconi ha l’occhio molto più attento ai propri interessi che a quelli del Paese.

Le previsioni unanimi sono che la nuova legge, in tandem con la riforma costituzionale appena varata, partorirà un governo ed un parlamento soggetti a reciproci ricatti, una politica sempre meno trasparente e più verticizzata (gli elettori non possono più neppure indicare preferenze per i candidati e gli eletti vengono quindi decisi a priori dai partiti).

Ma in concreto, come si applica all´estero la nuova legge?

Nessun cambiamento. La nuova legge chiaramente specifica all´art.1 che per gli Italiani all´Estero si applicano le norme della legge 459 del 27/12/2001. Che prevedono l’elezione di 12 deputati e 6 senatori con un sistema “proporzionale per circoscrizione”.

Le circoscrizioni saranno 4 ed il numero degli eletti in ciascuna (min. 1 deputato ed 1 senatore) dipenderà dal numero dei residenti, un dato ancora incerto viste le discrepanze tra AIRE ed anagrafe consolare. All’interno di ciascuna circoscrizione gli eletti verranno ripartiti in maniera perfettamente proporzionale (metodo del quoziente e dei più alti resti). È possibile esprimere voti di preferenza.

In pratica però la differenza nella distribuzione degli italiani all´estero avrà effetti molto diversi. Asia, Africa ed Australia, tutte assieme non eleggeranno che un deputato ed un senatore. In questo caso il sistema funziona come il maggioritario a turno secco.

Differente il caso della circoscrizione Europa: un mega collegio che da solo raggruppa circa il 60% degli italiani all´estero, e si estende dalla Siberia (compresa) a Gibilterra, dall’Islanda alla Turchia (compresa). Qui è prevedibile che verranno eletti 6 deputati e 2/3 senatori.

In ogni caso, dato che la nuova legge elettorale “sembra” fatta apposta per ridurre lo scarto tra le coalizioni (in particolare al Senato) risulta possibile che il voto degli italiani all’estero si riveli decisivo. Per una volta, possiamo contare e contribuire davvero!

Vorremo farlo? Se prendiamo a riferimento i dati delle elezioni per i COMITES,  i dati non sono incoraggianti. Una media di votanti del 33,9% nel mondo, ma solo del 24,7% in Danimarca e del 23,4% in Svezia (fonte: Ministero degli Esteri).

Peggio ancora la partecipazione al referendum sulla fecondazione assistita (anche qui da noi gli appelli ad “andare al mare” e non votare hanno raccolto adesioni): 21,1% in Danimarca, 20,0% in Svezia, un po’  meglio la Norvegia con il 25,7% (fonte: Ministero degli Interni).

Si può votare per corrispondenza, quindi non ci sono scuse. Ma attenzione alla correttezza dei vostri dati anagrafici, e soprattutto a rispettare le scadenze. I tempi sono stretti!

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Friday, December 9, 2005

Una buona azione riuscita

Paolo Molinari, Olimpia Grussu ed Elisabetta Bosetti ringraziano quanti hanno risposto all’appello che avevamo ospitato, consentendo così alla famiglia Currà di partecipare allo spettacolo teatrale in memoria del figlio scomparso. La rappresentazione “Den danske tragedie” sarà in cartellone dal 14 al 22 dicembre prossimi al teatro Huset (clicca qui per maggiori informazioni).
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Thursday, December 8, 2005

Erezioni Politiche: passate, presenti e future

di Donato Russo

Si! Avete letto bene: non è un refuso! Parleremo di erezioni.

È bastato che Tiziana Maiolo, assessore alle politiche sociali di Milano, si erigesse -pochi giorni fa- in consiglio comunale a paladina del Viagra a prezzo politico per gli anziani, per far si’ che nel capoluogo lombardo aumentassero improvvisamente non solo i consumi di brillantina, profumi, lingerie piccanti e prodotti correlati ma anche le percentuali di Forza Italia nei sondaggi per le prossime elezioni - anche qui senza refuso - comunali.

Per una volta nella sua vita Dario Fo, probabile candidato e possibile fruitore dell’iniziativa dell’Assessore, si è visto superare a sinistra da una donna di destra: “Roba da non crederci!”, “Nemmeno fossimo in Scandinavia!”, deve aver pensato il premio Nobel che, in vista della sua futura elezione (eh-eh-eh: come siete maliziosi!), si è subito messo in contatto con gli amici danesi per vedere come rilanciare.

Da Copenaghen gli hanno risposto che, effettivamente, l’idea era innovativa anche per loro e che, se proprio voleva superare l’affondo della Maiolo, avrebbe dovuto toccare un tema “caldo” in Danimarca come il sesso a pagamento (comunale) per i portatori di handicap.

Nella terra di Hans Christian Andersen infatti (e non sono favole) gli assistenti sociali ai portatori di handicap hanno, tra le altre cose, il compito di contattare per conto dei  loro assistiti servizi che offrano prestazioni sessuali retribuite.

C’è da dire che solamente alcuni comuni illuminati rimborsano la quota pagata dal cittadino (dietro presentazione della ricevuta), mentre c’è chi vorrebbe che il tutto fosse finanziato dal servizio sanitario nazionale danese e messo perciò alla portata di tutti gli interessati, indipendentemente dal comune di residenza.

A tutt’oggi non ci risulta che tale idea sia stata raccolta e rilanciata dal Maestro meneghino. Ragion per cui cogliamo al volo questa occasione per stimolare (qualora ce ne fosse bisogno) il dibattito su questi temi etici, civili e sociali in vista delle future erezioni: Scusate! Elezioni! (…e qui il refuso c’era!).

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Tuesday, December 6, 2005

Legge 194: un fallimento?

di Flavio Serra

Ancora una volta, ad un cenno delle gerarchie ecclesiastiche, le truppe papaline presenti in Parlamento hanno rilanciato l’attacco alla legge 194 (sulle interruzioni volontarie di gravidanza). Casini ha prontamente dato seguito nominando una commissione parlamentare d’inchiesta.

Si dice che la legge ha mancato gli obiettivi. Non si trattava infatti di “favorire” gli aborti, ma di ridurre i rischi sanitari connessi al ricorso ad un aborto fino ad allora clandestino ma diffuso, e soprattutto di fare prevenzione per evitare la necessità di ricorrere a questo strumento, che comporta in ogni caso per le donne sofferenze e traumi (fisici e psicologici). Questo non si sarebbe fatto, o non si sarebbe fatto abbastanza.

Ma cosa dicono le cifre?

Basterebbe che i parlamentari si leggessero la Relazione appena presentata in Parlamento dal Ministro Storace (il quale ci risulta faccia parte del governo Berlusconi e sia sostenuto dalla stessa maggioranza che vuole demolire la legge) per accorgersi che dal 1982 al 2004 il decremento è stato di circa il 42% sia in valori assoluti, che in rapporto alla popolazione femminile in età fertile.

Il tasso di abortività italiano non è neppure elevato in assoluto. Inferiore rispetto a quello di tutti i paesi Scandinavi, addirittura è la metà di quello danese, svedese, o norvegese nel gruppo di età delle “giovanissime”.

Si noti infine che nell’analisi per gruppo sociale risulta che le donne di recente immigrazione hanno tassi di abortività tripli rispetto alle italiane (per le quali il ricorso all’aborto è in costante calo).

Sembra dunque che il ruolo di informazione e prevenzione dei consultori abbia funzionato, nonostante le difficoltà che in Italia si incontrano ogni volta che si parla di una  educazione sessuale dove si parli di preservativi e non di castità. Ma si sa, le truppe papaline più che di “informazione” vorrebbero che i consultori si occupassero di “dissuasione” (più o meno coercitiva) e questo è in bella sostanza l’oggetto dell’attuale discussione.

Resta il dubbio se queste campagne, che sembrano lanciate nel secolo sbagliato, siano veramente fatte per convinzione, o solo per interesse. In questo caso, spetta a noi dimostrare alle truppe papaline che hanno sbagliato a fare i calcoli, quando conteremo i voti alle prossime elezioni politiche.

Clicca qui per il documento del Ministero della Sanità.

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Si costituisce l’Unione in Danimarca

L’Unione (il raggruppamento delle organizzazioni di centro-sinistra che sostengono la candidatora di Romano Prodi alle prossime elezioni politiche italiane) è ora presente anche in Danimarca con un coordinamento, costituitosi spontaneamente a livello locale.

Scandinaria pubblicherà periodicamente informazioni sulle riunioni ed iniziative del coordinamento, che è aperto all’adesione di tutti. Chi fosse interessato a maggior informazioni, può contattare:

Donato Russo
email: birignao@gmail.com
telefono: 31 24 79 69 (cellulare)

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Thursday, December 1, 2005

Le vie della politica: da Frederikshavn a Messina

di Flavio Serra

< tutta verticalmente percorre un’arteria di corsa termine Messina, a fino giù punta freccia una con cartellone enorme un accoglie ci Frederikshavn, l’autostrada>

Leggevo dei risultati elettorali nel comune italiano (testa testa tra Unione e Polo e ballottaggio tra quindici giorni, con i mezzo le chiacchierate liste “autonomiste”) e mi è venuta l’idea di tracciare un parallelo con il comune danese dove ho votato appena due settimane fa (risiedo a 40 km. di distanza, ma ormai i comuni danesi sono vasti come le nostre province).

Come spesso accade, il modello politico italiano e quello danese sono agli antipodi; ma se di norma il raffronto è per noi fonte di umiliazione e di imbarazzo (basta pensare allo scempio che si sta facendo della nostra costituzione), quando si parla di politica locale possiamo legittimamente esultare.

Cominciamo dalla campagna elettorale. Qui ho sentito slogan tutti uguali (siamo vicini al cittadino, vogliamo servizi migliori) ma nessun accenno alle strategie concrete del dopo elezioni. Ero un po’ sorpreso (era la mia prima esperienza) ma mi è bastato aspettare il giorno del voto per capire l’ antifona. 

Chiuse le urne, i socialdemocratici locali coglievano una schiacciante ed inaspettata vittoria, che li metteva in maggioranza assieme a SF. Ma niente, pochi minuti, ed oplà, si varava la nuova giunta, nella quale venivano rappresentati tutti, ma proprio tutti i partiti ed i partitini, destra e sinistra, autonomisti e no. 

Lo stesso accadeva, entro poche ore, in tutta la Danimarca. Prodigio? Pare di no. La lottizzazione, in Italia tanto deprecata, qui fa contenti tutti, e la versione danese del manuale Cencelli è una scienza quasi esatta. Le scelte urbanistiche? Ci penserà la commissione, alla faccia della trasparenza e della democrazia. 

Per una volta, meglio l’Italia. Se Francantonio Genovese (Unione) pensa in Messina ad una “città dei bambini”, Luigi Ragno (Polo) ribatte con “la città amica dei commercianti”, il primo parla di “governo ecologico della città” il secondo di “edilizia da riproporre”, il primo vuole “liberarsi dalla mafia”, il secondo vuole, e cito testualmente: “uscire dalle secche di un immaginario che pone la Sicilia come terra di mafia”. 

Discutibile? Ma almeno è chiaro cosa farà chi verrà eletto. E se purtroppo a Messina nel decidere il voto molto contano (nell´immaginario, ovviamente) le clientele e le camarille di personaggi discussi e discutibili, nel resto d’Italia il sistema elettorale dei Comuni ha fatto innalzare il livello della politica, portandolo più vicino ai cittadini, ed al tempo stesso rafforzando la stabilità degli esecutivi.

Anche il nuovo sistema elettorale per il parlamento, in corso d’ approvazione, è un sistema proporzionale, con premio di maggioranza. Esultiamo? Eh no, per una volta concordiamo con Casini nei riferimenti agli “illusionisti” all’opera in Italia: anche sulla legge elettorale il trucco c’è, e purtroppo lo vedremo presto.

Post Scriptum: Oggi 12 dicembre si profila la vittoria al ballottaggio di Fracantonio Genovese.  La partecipazione al volo non è stata altissima, e vogliamo sperare che ciò indichi semplicemente che le paventate compravendite sottobanco di voti e di alleanze non si siano realizzate. In ogni caso Genovese avrà vita dura: infatti in Sicilia la legge elettorale comunale è maggioritaria solo per il sindaco, non per il consiglio, nel quale la maggioranza era andata al centro destra già quindici giorni fa. Ovviamente qualsiasi illazione sul “voto di scambio” che avrebbe premiato i candidati consiglieri a scapito del candidato sindaco, fa semplicemente riferimento all’ “immaginario”.

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