Wednesday, November 30, 2005

Prodi copierà il modello danese?

di Flavio Serra

Il 26 novembre l´economista Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera lancia 5 proposte per i primi cento giorni del prossimo governo. L’editoriale si conclude con la domanda: Chi si impegna ad adottare il modello danese? (leggi)

A conclusione del “BIG TALK”, assise della Margherita, parla Prodi, esprimendo interesse per le proposte di Giavazzi. Il Giornale e La Padania, parlano immediatamente di un’ adesione di Prodi al modello danese. Prodi smentisce l’adesione, ma conferma l’interesse. (leggi)

Il 29 novembre nuovo editoriale su La Stampa, a firma Tito Boeri; titolo eloquente: “Modello danese all’italiana” (leggi).

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però…

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però le adesioni sono molto freddine.

Vero che in Italia è difficile licenziare, ma il precariato dilaga, ed il welfare fa acqua. La sinistra saprà raccogliere la sfida di Giavazzi, o preferiamo restare ancorati alle parole d’ ordine, per poi accettare uno status quo in cui tra i diritti auspicati, e quelli praticati, esiste un solco incolmabile?

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I COMITES esistono (e non sono dolcetti)

Dopo gli articoli pubblicati, ed il sondaggio che ha suscitato notevole interesse nei lettori, abbiamo intrattenuto un carteggio con la Presidentessa del Comites danese, che potete leggere cliccando qui. Vi diamo subito conto del risultato: la redazione di Scandinaria è invitata alla prossima riunione, e ve ne daremo quindi ampio resoconto.

Nel frattempo, abbiamo comunque intenzione di pubblicare approfondimenti, e qui di seguito trovate il primo, a firma di Livia Sansone, che con questo articolo si unisce in pianta stabile alla nostra redazione.

I COMITES: ma cosa sono?

di Livia Sansone

È vero, non si sa molto di cosa sia e cosa faccia un Comites. Una legge del 2003 aggiorna la definizione di questi organismi rappresentativi degli italiani all’estero che vanno eletti nelle circoscrizioni consolari dei paesi in cui risiedano almeno 3000 cittadini italiani. Una volta eletti i membri dei Comitati per gli Italiani all’Estero…

 
Una volta eletti i membri dei Comitati per gli Italiani all’Estero svolgono un lavoro volontario ( ad eccezione di alcuni rimborsi per spese di viaggio o di rappresentanza) ed hanno il compito di collaborare con il Consolato, con gli Enti (come Enit, Ice ecc), con Associazioni e Comitati che operano nel paese , promuovendo iniziative in campo sociale e culturale, attivitá che favoriscano l’istruzione, la formazione professionale, lo sport e il tempo libero.

Le materie sono tante, ma nella realtá i Comites hanno dei poteri limitati essendo degli organismi prevalentemente consultivi. Ció non toglie che essendo l’unico organismo direttamente eletto dalla comunitá possano avere un ruolo di informazione e di tutela degli interessi degli italiani in ogni paese, favorendone l’integrazione, ad esempio cercando di conoscere le aspettative e le esigenze delle nuove generazioni di immigrati e operando in modo da rappresentarle di fronte alle istituzioni. L’informazione dunque dovrebbe essere il primo veicolo di comunicazione. E qui i problemi non mancano.

Vediamo cosa si é fatto in Danimarca. Le ultime elezioni sono avvenute il 26 marzo del 2004. I candidati da scegliere erano iscritti in una sola lista (Lista Tulipano Blu) e qui nasce il problema: nessuna informazione sulla possibilitá di formare liste alternative é stata data alla comunitá in tempo utile né dal Comites uscente né dall’ufficio consolare. Invece i nomi dei candidati sono stati selezionati dal presidente uscente (Grazia Mirabelli) cercando tuttavia di proporre la candidatura a delle persone che conosceva, in modo che rappresentassero gli italiani nelle diverse categorie di appartenenza sociale, dal medico all’insegnante, dall’imprenditore all’impiegato e cosí via.

Per rendere pienamente democratico questo voto sarebbe stato opportuno informare con il dovuto anticipo la comunitá italiana sulla scandenza ellettorale e sulla possibilitá che si prevedeva di presentare delle liste con dei proprio programmi. È quanto avviene nella maggior parte dei paesi e poiché la nuova legge sul diritto di voto per gli italiani all’estero potrá rendere i Comites anche rappresentativi di schieramenti politici, occorerá tenerne conto in futuro per evitare che lo stesso avvenga fra tre anni, nella prossima scadenza elettorale.

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Saturday, November 26, 2005

Una proposta di solidarietà

Il Teatret Ophelias di Copenaghen inaugurerá il 14 dicembre il pezzo teatrale dal titolo ”Den danske tragedie”, che si rifá al tragico episodio di aggressione e uccisione del giovane turista italiano Antonio Currá, avvenuta a Nørrebro nell’ agosto del 2003.
 

Paolo Molinari, Elisabetta Bosetti e Olimpia Grussu (consiglieri Comites) stanno raccogliendo fondi per invitare i familiari (che non hanno mezzi) a partecipare, sostenendo le loro spese di viaggio. Cliccate qui per il testo completo dell’appello e le informazioni pratiche su come contribuire 

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Thursday, November 24, 2005

Incontro dell’Unione a Copenhagen

di Achille Spacciante

Domenica 20 novembre si é svolta presso la Medborgerhuset di Nørrebro la 1. Giornata dell`Unione per gli Italiani all´estero. L´incontro é stato presenziato dall’europarlamentare Enzo Lavarra dei DS e da Chicco Negro del Coordinamento Europeo dei  Verdi.

Dopo la visione del video di saluto di Romano Prodi, il promotore dell`incontro Donato Russo ha ringraziato i partecipanti per l’entusiasmo con cui hanno aderito, in numero molto superiore alle aspettative della vigilia, ed ha poi passato la parola agli ospiti Lavarra e Negro che hanno illlustrato il programma dell`Unione per gli italiani all´estero.
L´incontro é proseguito con uno scambio di opinioni e domande rivolte ai nostri ospiti e l´attenzione si é soffermata soprattutto sulla funzione dei Comites e sull´attuale condizione degli enti istituzionali italiani in Danimarca.

L´assemblea ha quindi deciso…

 

L´assemblea ha quindi deciso la costituzione del Coordinamento de L´Unione di Danimarca (e Øresund) con lo scopo di incentivare l´attivitá socio-politica degli italiani quivi residenti nonché di preservare, difendere ed evidenziare i diritti degli stessi davanti alle istituzioni italiane in loco.
La seduta si é conclusa alle 18 con un brindisi d´augurio e qualche pasticcino ed un arrivederci alla prossima seduta fissata per il 4 dicembre. Non appena definiti orario e luogo ne daremo comunicazione su queste pagine.

Achille Spacciante

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Cancellata la riunione dei Comites

Ci é appena stata comunicata la repentina cancellazione della riunione del Comites, originalmente prevista per dopodomani, sabato 26. Non appena verremo a conoscenza di una nuova data, ne daremo nuovamente informazione su queste pagine.

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A bassa quota

Di Michela Dell’Anno

Per una volta l’attualità italiana e quella svedese unite da un argomento comune: le quote.

E’ della scorsa settimana la notizia che il ministro per le Pari opportunità Prestigiacomo ha ripresentato il disegno di legge per le quote rosa nelle liste elettorali (per chi fosse interessato, il sito www.ansa.it riporta i dettagli del ddl).
Dopo le elezioni del 2002 nel Parlamento svedese la ripartizione dei seggi era 45% alle donne contro 54,7% agli uomini (fonte: www.riksdagen.se). Cifre che fanno venire il capogiro se si pensa che alla Camera italiana la presenza femminile si aggira intorno al 10%.

Pochi giorni dopo…

Pochi giorni dopo Dagens Industri, l’equivalente svedese del Sole 24 ore, mette in prima pagina una ”donna potente”, Lena Treschow Torell - plurilaureata in materie scientifiche, professoressa universitaria, amministratrice delegata e membro di svariati consigli d’amministrazione, tra cui quelli di Gambro e Saab – con l’indice minacciosamente alzato a sottolineare che il processo di inserimento delle donne nell’università e nel mondo della finanza va lentamente, troppo lentamente. Un misero 16% di cattedre femminili nelle università di Svezia, un lillipuziano 1,5% di donne ai vertici della borsa di Stoccolma. E lei, che è inclusa in entrambe le percentuali, inizia a ripensare la sua precedente opposizione alle quote rosa in questi due settori.

Abbandonando per un attimo le quote rosa, di quote celeste chiaro (possiamo attribuire questo colore ai papà “soft” che scelgono di sacrificare qualche mese di lavoro e carriera per stare a casa con i figli?) si è anche discusso in maniera accesa al congresso dei Socialdemocratici a Malmö poche settimane fa. Il patriarca Göran Persson, prevedibilmente, è uscito vincitore e per ora i mesi di congedo riservati ai padri non verranno aumentati, come invece chiedeva una grossa fetta delle donne del partito. La scusa del premier è che si andrebbe contro il volere dell’opinione pubblica che non è preparata al cambiamento. Scusa fondata perché a quanto pare il popolo svedese, altrimenti quasi sempre fedele alla paterna guida socialdemocratica, si rivela improvvisamente liberista ed individualista quando si parla di quote e non vuole che lo stato metta becco nelle sue vicende familiari. Ma anche scusa poco plausibile dato che non è una regola ferrea che il capo del governo debba permettere all’opinione pubblica di dettar legge.

Come donna italiana emigrata nel paese comunemente ritenuto il più paritario d’Europa, se non del mondo, si rischia spesso di rimanere prigioniera di due stereotipi: quello di una nazione ospitante popolata di virago e uomini sottomessi forniti di piumino per spolverare, e quello di una madrepatria all’insegna della donna mamma/fidanzata/moglie e dell’uomo protagonista della vita pubblica.
Qui a Scandinaria però gli stereotipi non sono particolarmente in voga. Il dibattito in parallelo sulle quote dimostra che in entrambi i paesi c’è ancora strada da fare, anche se il numero di miglia da macinare è sicuramente diverso. Ben vengano allora le quote, perché talvolta il cambiamento di mentalità va stimolato e ritengo che non ci si possa permettere di aspettare altre quattro, cinque generazioni per sfondare il famoso “tetto di cristallo” che separa le donne dai ruoli chiave della società.

Durante l’incontro a Copenhagen del 20 novembre ho strappato al verde Chicco Negro la “speranza” di un 50% di candidate nelle liste dell’Unione alle prossime elezioni. Sperare fa sempre bene, ma veder realizzate le speranze talvolta ha effetti ancora più salutari.

Michela Dell’Anno

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Monday, November 21, 2005

COMI..ché?

A pochi giorni dalla nascita, Scandinaria è in grado di presentarsi ai propri lettori con uno SCOOP straordinario: i COMITES esistono. Anzi, di più: fra pochi giorni si materializzeranno tra noi (il giorno 26 novembre ore 14:15 siete tutti invitati - segnatelo subito in agenda!).

Ma cosa sono i COMITES? Testate la vostra conoscenza alla pagina Sondaggio, quindi proseguite la lettura premendo il pulsante [READ MORE].

 

Se avete risposto “dolcetti sardi” avete sbagliato (purtroppo). Tutte le altre risposte sono giuste (purtroppo).

 Il “purtroppo” vale anche per la risposta sugli organismi di “rappresentanza” dato che proprio l’elemento della rappresentanza è stato finora un po’  trascurato…

Grazie quindi a Elisabetta e Paolo. due esponenti dei COMITES in Danimarca, che non solo ci hanno svelato la presenza del fantomatico organismo, ma ci hanno detto che la legge costitutiva non lo considera una setta segreta: al contrario l’articolo 5 dice che le sedute del comitato sono pubbliche. (clicca qui per l’intero testo della legge).

Pubbliche sì, ma “con giudizio”… quando e dove si riunisce il Comitato? Cosa discute? Per una volta abbiamo la risposta. La prossima riunione sarà sabato 26 novembre, alle ore 14:15, in Engskiftevej 4, e pensiamo sia una buona occasione per essere presenti e capirne di più (clicca qui per l’ordine del giorno).

Noi ci saremo. Venite anche voi!

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Risultati dei Sondaggi già conclusi

A chi si può paragonare Berlusconi? (chiuso l’ 11/04/2006)
Come alle elezioni, forte affluenza (65 voti). Come alle elezioni, Berlusconi non ha convinto. Solo 11 lettori (17%) hanno condiviso l´idea che Berlusconi ha, di essere come o meglio di Napoleone. Forse peraltro si riferivano all´altezza. 15 (23%) si sono espressi al momento del voto politico. Ben il 44% ha lasciato la decisione al suo medico curante. Il 12% mancante si è diviso tra Churchill ed il Messia.

Nello “scontro di civiltà”, da che parte stai? (chiuso il 14/2/2006)
Nel dibattito sulle vignette blasfeme, fortunatamente uno solo tra i nostri lettori si è fatto contagiare dal militarismo culturale corrente ed è convinto che “Dio è con noi”. Il 67% ritiene che il problema sia un altro… e preferisce il vecchio dettato “religione, oppio dei popoli”. Una consistente minoranza desidera solo “restare al calduccio nella propria tana”.

Il modello danese (flexsecurity) va adottato dall’Unione? (chiuso il 6/2/2006)
Pochi votanti, ma idee chiare. Nessuno dice di “non sapere”. Pochissimi dicono di no (il 9%). Il modello danese è quindi apprezzato, ma se 9 (41%) lo vorrebbero nel programma dell’Unione, sono 11 quelli che considerano il modello danese inapplicabile nel nostro Paese.

Sei favorevole alle “quote rosa”? (chiuso il 30/11/2005)
Ahi Ahi.. scarso interesse per l’argomento (solo 15 votanti), in compenso maggioranza schiacciante per il Sì (9 voti); 4 i contrari, 1 astenuto.

Cosa sono i COMITES? (chiuso il 24/11/2005)
Molte risposte, ma scarsa la conoscenza dei lettori in merito: la risposta più giusta (assistenti dei magistrati nell’antica Roma) totalizza solo 2 voti su 64 (0,3%). Peraltro socraticamente i nostri lettori “sanno di non sapere”: la risposta “I soliti ignoti” totalizza infatti la maggioranza assoluta (33 voti pari al 51%). Seguono “organi di rappresentanza degli italiani all’estero” con 23 voti (36%) e “buonissimi dolcetti sardi” con 6 voti (10%). Chi ha votato dolcetti sardi è pregato di inviare la ricetta in redazione.

Chi è il più becero? Chiuso il 21/11/2005
La palma della popolarità tocca al leghista Roberto Calderoli, con 33 voti e la maggioranza assoluta (54%). Complimenti. Seconda classificata, Pia Kjærsgaard, con 22 voti (il 36%). Molti hanno invece scelto di lasciare “ai posteri l’ardua sentenza”: 6 voti (10%).

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Wednesday, November 9, 2005

Cofferati è cinese o cileno?

A Bologna Cofferati chiude le porte del comune ai manifestanti che chiedono di assistere al consiglio comunale e chiama la polizia che li manganella.
Tutto nasce da un documento nel quale il sindaco fa del rispetto della legge (leggasi per es. sgombero dei baraccati ed esecutivitá degli sfratti) una norma assoluta, ed invita a cambiare in parlamento le leggi che non piacciono.
Una parte della sinistra obietta che non si può mettere sullo stesso piano “bisogno” e “legalità” (se chi non ha soldi per l´affitto occupa un terreno o una casa, non lo si può cacciare). Voi come la pensate?

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20 Novembre: giornata dell’Unione per gli Italiani all’estero

Il 20 novembre Chicco Negro dei Verdi ed Enzo Lavarra dei DS saranno a Copenhagen in rappresentanza dell´Unione, per incontrare la comunitá italiana.

L’appuntamento é alle 14.30 presso la Indre By Medborgerhus -    Ahlefeldtsgade 33 (è una via traversa di Nansensgade che comincia all’angolo con la Pizzeria La Fiorita - a 2 minuti dalla stazione di Nørreport).

Clicca qui per visitare il sito dell’Unione per gli Italiani all’estero

Scarica il programma dell’Unione per gli Italiani all’estero

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