Sunday | April 08, 2007

Qualche onda nello stagno svedese

di Michela Dell'Anno

Grandi nuove dalla Svezia: pochi giorni fa, per bocca di due ex-ministre, i Socialdemocratici svedesi hanno finalmente fatto un importante mea culpa a proposito della recente sconfitta elettorale. Sarà perché proprio da poco è stato eletto il nuovo segretario del partito, Mona Sahlin – ultima candidata donna rimasta dopo diversi rifiuti, in particolare quello pesante di Margot Wallström – e sembra che una ventata d’aria nuova attraversi l’establishment della rosa rossa, sarà perché la figura del patriarca Persson ha ricevuto ulteriori picconate da un documentario, sotto forma di intervista fiume, prodotto dalla tv svedese e trasmesso in questi giorni, in cui il buon Göran, nel corso dei suoi anni da primo ministro, non si fa scrupolo di lanciare accuse, critiche, recriminazioni nei confronti di collaboratori e non e fa affermazioni che talvolta, pare, rasentano vere e proprie calunnie; qualcosa in ogni caso si sta muovendo.


E così, a distanza di vari mesi, i Socialdemocratici ammettono di avere grosse responsabilità nella campagna che li ha portati alla perdita della guida del paese: hanno sottovalutato la compattezza del blocco conservatore, non hanno saputo reagire davanti al fatto che i “nuovi Moderati” si sono appropriati di parti della politica socialdemocratica traendone grossi vantaggi, hanno sbagliato strategia in particolare per quanto riguarda la politica del lavoro e, soprattutto, si sono arroccati in una posizione difensiva, lodando e sostenendo fino all’ultimo il proprio operato come il migliore dei governi possibili, senza ammetterne le debolezze e promettere cambiamenti per il futuro. Un plauso a questo gesto che indica finalmente un ripensamento, un atto di umiltà e, speriamo, un rilancio per un partito che ora deve fare un’opposizione convincente.

E nel frattempo, il neonato governo, quali passi avanti ha fatto in questi primi sei mesi abbondanti di vita? Se si pensa ai progressi che compie un essere umano dalla nascita a sei mesi, ci si dovrebbe aspettare una crescita ed una maturazione sbalorditiva, ma il paragone si deve fermare qui perché evidentemente qualcosa è venuto a mancare al governo Reinfeldt già dai primi giorni. La famosa compattezza di vedute dei partiti dell’alleanza ha mostrato crepe quasi immediatamente e, dopo gli anni della leadership di Persson – onnipresente, debordante, autocelebrativa e patriarcale – sembra che il nuovo capo del governo abbia fatto un fioretto promettendo di essere l’estremo opposto: invisibile, silenzioso, umile ed operante nell’ombra più totale. Certo, lasciare spazio a collaboratori ed alleati può essere positivo, a meno che questi inizino a prendersi pericolose libertà e compiere curiose deviazioni dal programma comune, come ad esempio il capo dei Cristiano Democratici, oppure conquistino le luci della ribalta mediatica grazie alla loro colorita personalità e ad una serie di preoccupanti scandali a base di conflitti d’interesse, come il Ministro degli Esteri Bildt.

Certo, la congiuntura economica continua ad essere molto positiva, il mercato del lavoro sembra dare segni di vita (ma non può certo essere già il frutto delle nuove misure prese), eppure già solo l’introduzione delle famose nuove, severe regole relative alla cassa disoccupati – presentate chiaramente già in campagna elettorale, va detto – sembra abbia fatto perdere alla destra l’appoggio popolare, con un vero crollo nei sondaggi d’opinione.

Qualcosa si muove, dunque: chissà che da qui alle prossime elezioni la politica svedese non diventi quasi uno stimolante ed interessante campo di confronto piuttosto che un tranquillo laghetto melmoso in un giorno senza vento.

Posted by webmaster at 07:44:04 | Permanent Link | Comments (2) |
Comments
1 - Lo Stagno Svedese??Lo Stagno di Alicarnasso direi, dove non si capisce chi sono gli uomini e chi sono le donne,,ma per chi e´impantanato nello Stagno di Alicarnasso non e´paradossale neanche l´acqua di Escher. E´inaudito che un governo chhe si definisca di centro destra come quello svedese, si appresti ad approvare la legge sul matrimonio omosessuale,tutti i cattolici, battezzati alla chiesa di Roma dovrebbero seguire le parole di bagnasco e contrastate questo obbrobrio, ove il paradosso che appare ridicolo, anzi che ti sbellicare dalle risate, e´che si verra´a creare una condizione legislativa specifica, che comprende contestualmente, uno stretto diveto della prostituzione che e´un fatto assolutamente naturale, e la legalizzazione della omosessualita´, che invece e´un fatto innaturale,,quello che sta´commettendo il parlamento Svedese, e´una deviata forma di violenza culturale verso la rducazione dei i giovani, equiparabile alla pedofilia,non si puo´permettere che uno Stato, con un governo retto dal centro destra si permetta di indirizzare le nuove generazioni, verso un obiettivo che non sia solo quello piu´alto chhe non gli permetta di distinguere la verita´dalla malattia,di Bagnasco ce ne vorrebbe anche uno in Svezia , (Comment this)

Written by: g.andersen at 2007/04/25 - 01:19:22
2 - se la Svezia ferma i DICO, comincia a diventare una nazione civile degna di questo nome, una Nazione nuova, chhe inizia finalmente ad abbandonare la confusione mentale del social comunismo, per finalmente incamminarsi verso una nuova logica con un politica piu´conforme all´uomo, certamente i DICo in Svezia assumono aspetti di una comica paradossale, proprio perche´e´legislativamente vietata la prostituzione,,, e´una immagine chh enon si puo´dare, senza provocare il sorriso e lo stupore a livello internazionale. (Comment this)

Written by: ppupill at 2007/04/25 - 01:53:37
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