Friday | May 02, 2008

La flexicurity e la pigrizia


di Fabrizio Tassinari

Su questo numero della prestigiosa rivista americana Foreign Affairs c'è un articolo a mio parere interessante di Robert Kuttner intitolato "The Copenhagen Consensus".

Attraverso dati ed interviste a sindacalisti, politici ed industriali danesi, l'autore ripercorre le ragioni storiche e politiche del modello danese ed in particolare della "flexicurity", il risultato piu' evidente di un consenso propriamente scandinavo che coniuga un mercato del lavoro altamente flessibile con generosi ammortizzatori sociali.

In periodi di campagna elettorale, in Europa come in Nord America, capita spesso a politici ed intellettuali di lanciarsi in paralleli fra il modello danese e quelli dei loro stati di appartenenza. È successo anche in Italia durante le elezioni precedenti (qui e qui), meno in questa, triste ultima tornata.

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Friday | April 18, 2008

L'atollo Scandinavo


di Flavio Serra

Negli anni '70 in uno sperduto atollo del Pacifico venne trovato un soldato giapponese, credeva che la seconda guerra mondiale fosse ancora in corso; tutto sommato la sua era una valutazione razionale, dato che spesso vedeva passare sulla sua testa i bombardieri americani, li immaginava diretti contro il Giappone e non poteva sapere che volavano verso il Vietnam.

Quando si guarda ai risultati delle elezioni politiche 2008 prendendo in considerazione il voto degli Italiani in Europa e soprattutto in Scandinavia, il paragone viene spontaneo. Votiamo sulla base delle nostre esperienze, che ci danno anche la chiave di interpretazione della realtà, e forse ormai siamo condizionati dalla (social)democrazia scandinava anche quando pensiamo all'Italia. Come interpretare altrimenti i risultati, in cui le forze "riformiste" e "di sinistra" superano i due terzi dei voti in Danimarca Norvegia e Svezia?
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Tuesday | April 15, 2008

Sconfitta, disfatta o apocalisse?

La destra riprende il governo con una vittoria di proporzioni molto ampie. I partiti che si richiamano alla sinistra sono fuori dal Parlamento. Apriamo qui uno spazio per i commenti sul risultato di ieri, ma soprattutto sulle idee per il domani, delle quali abbiamo grande bisogno.
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Thursday | March 27, 2008

Il rovescio dell'inciucio


di Fabrizio Tassinari

Immagina che Fausto Bertinotti dica ad un gruppo fondamentalista di musulmani residenti in Italia di "andare all'inferno." Immagina che a causa di questa e simili esternazioni i sondaggi gli attribuiscano una percentuale di voti pari o superiore al Pd. E immagina anche che la Sinistra arcobaleno vada a togliere consensi ad un partito molto popolare di estrema destra, una specie di mostro di Frankenstein a metà fra la Lega e La Destra di Storace.

Trasposto all'Italia, questo è, per grosse linee, lo sviluppo più significativo nella politica danese dell'ultimo mese. Evito di tradurre nomi, cognomi e sigle; quello che è interessante è a mio parere immaginare uno scenario italiano comparabile e, attraverso quello, capire dove sta andando l'agone politico, o perlomeno la comunicazione politica.

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Tuesday | March 18, 2008

Voto (in)utile?


di Flavio Serra, Livia Petersen, Michela Dell'Anno


Sappiamo bene che il nostro voto "vale" nella misura in cui ci consente di "scegliere" o quanto meno, più o meno remotamente, di influenzare le scelte politiche italiane. Spesso però ci dimentichiamo che il sistema elettorale in vigore per noi residenti all´estero è diverso da quello in vigore in Italia (siamo una nazione che ama le complicazioni). La differenza è così notevole, che vale la pena rifletterci un attimo prima di decidere il nostro voto.

Innanzitutto il Senato. È qui che le maggioranze possono saltare, e qui che un senatore in più o meno può fare la differenza. Vero, ma non in Europa.

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Saturday | March 15, 2008

Le liste dei candidati in Europa


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Monday | March 10, 2008

Bacheca elettorale


Siamo stati muti a lungo. Difficile capire cosa è successo in Italia, perchè siamo ritornati alle elezioni, perchè l'alleanza del PD e della sinistra sono venute meno. Per questo siamo ancora un po' a disagio nel dare i nostri commenti e le nostre interpretazioni. Però avvertiamo un forte bisogno di confrontarci sulle scelte che ciascuno di noi farà alle prossime elezioni, e così abbiamo deciso di aprire questo spazio. Voi per chi voterete? E perchè?

La redazione.


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Wednesday | November 14, 2007

Palla al centro, le ali vanno in gol.

di Flavio Serra

In Danimarca, come in Gran Bretagna, le elezioni anticipate non sono sinonimo di crisi del governo, al contrario in genere vengono convocate proprio quando la maggioranza al governo pensa di avere buone chance di riconfermare o aumentare i propri voti.

Quando meno di un mese fa il premier Anders Fogh Rasmussen decise di convocare le elezioni, a poco più di due anni dalle precedenti, aveva sicuramente la speranza di fare una tranquilla passeggiata: il piccolo partito della sinistra radicale (Enhedslisten) era in crisi a causa della cooptazione nell' esecutivo di una giovane mussulmana favorevole alla Sharia ed alla pena di morte, i tradizionali alleati di centrosinistra Socialdemocratici e Radicali divisi su molti fronti, il nuovo partito Nuova Alleanza (nato da una scissione dei Radicali ma a cerca di consensi nel centro-destra) era ancora in fase di strutturazione.

Le elezioni si sono invece rivelate più competitive: Socialdemocratici e Radicali si sono ricompattati, l' affluenza al voto è stata molto elevata, il risultato è stato in bilico fino alla vigilia.

E se oggi Anders Fogh può tirare un sospiro di sollievo (sarà ancora primo ministro), il suo partito arretra ancora e la maggioranza è più risicata di prima: a fronte di una maggioranza di 91 mandati, il blocco di governo ottiene 89 voti (erano 94) contro 81 del centrosinistra, ma potrà certamente contare su 1 o 2 mandati dei rappresentanti delle isole Faroer e assai probabilmente sui 5 mandati di Nuova Alleanza.

Se si guarda al di là del risultato contingente però, il vero perdente è il "centro" di destra come di sinistra. Venstre (il partito di Anders Fogh) perde 6 mandati, i Socialdemocratici ne perdono 2 (il peggior risultato dal 1906, ma si rallegrano pensando che poteva andare peggio), i Radicali ne perdono addirittura 8.

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Sunday | April 15, 2007

Invasione aliena in Danimarca

di Flavio Serra

L'"invasione degli ultracorpi" è un film cult degli anni '50 che racconta l'invasione di una cittadina americana da parte di esseri spaziali che copiano perfettamente gli abitanti ai quali si sostituiscono durante il sonno. Il film, che dette vita ad un filone, venne spesso interpretato come un richiamo subliminale maccartista (messaggio: il tuo vicino potrebbe non essere un tranquillo americano ma un pericoloso infiltrato sinistroide).

Come leggere allora i risultati del "test di danesità" messo a punto dal Ministero per l' Integrazione danese, per mettere alla prova chi richiede la cittadinanza danese e recentemente varato tra mille polemiche (con la sostituzione in corsa di due domande e la modifica di formulazione e risposte di altre 22 domande su un totale di 200)?

Secondo una ricerca fatta dall' istituto Userneeds per il quotidiano Jyllands Posten e pubblicata a puntate  il 7 ed il 13 aprile 2007 risulta infatti che circa il 7% dei danesi messo alla prova non è in grado di superare il test. Invasori alieni in Danimarca? La lettura integrale dei risultati offre anche spunti divertenti, ad esempio quando i "bocciati" sono divisi per partito di riferimento.

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Sunday | April 08, 2007

Qualche onda nello stagno svedese

di Michela Dell'Anno

Grandi nuove dalla Svezia: pochi giorni fa, per bocca di due ex-ministre, i Socialdemocratici svedesi hanno finalmente fatto un importante mea culpa a proposito della recente sconfitta elettorale. Sarà perché proprio da poco è stato eletto il nuovo segretario del partito, Mona Sahlin – ultima candidata donna rimasta dopo diversi rifiuti, in particolare quello pesante di Margot Wallström – e sembra che una ventata d’aria nuova attraversi l’establishment della rosa rossa, sarà perché la figura del patriarca Persson ha ricevuto ulteriori picconate da un documentario, sotto forma di intervista fiume, prodotto dalla tv svedese e trasmesso in questi giorni, in cui il buon Göran, nel corso dei suoi anni da primo ministro, non si fa scrupolo di lanciare accuse, critiche, recriminazioni nei confronti di collaboratori e non e fa affermazioni che talvolta, pare, rasentano vere e proprie calunnie; qualcosa in ogni caso si sta muovendo.

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